Stop Drawing. Architettura oltre il disegno

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MAXXI - Stop Drawing. Architettura oltre il disegno. Sopra: Superstudio, Le dodici città ideali, Prima città. Città 2000T, 1971. Courtesy: Fondazione MAXXI. Collezione MAXXI Architettura e Design contemporaneo. Fondo Superstudio.

Il tema di fondo che propone il nostro spazio iconografico è proiettato su un rapporto che riguarda da vicino la nostra, come altre professioni tecniche, quello scandito dalle due distinte fasi per dare origine ad un’opera architettonica, una struttura edilizia o un’infrastruttura: il confronto fra il progetto e la realizzazione di un edificio di pregio, una struttura commerciale, o un’opera pubblica. In particolare, tradotto in un linguaggio comune alle nostre due attività professionali, pone l’accento sulle componenti che fanno parte delle fasi successive alla progettazione. Sempre più specialistiche, articolate e determinanti, modificano la modalità di realizzazione e, conseguentemente, gli strumenti da utilizzare per garantire il raggiungimento degli obiettivi prestabiliti.

L’interesse per questo tema è al centro di un progetto del dipartimento di Architettura e Design contemporaneo diretto da Lorenza Baroncelli: STOP DRAWING. Architettura oltre il disegno, in una mostra ideata e curata da Pippo Ciorra, ospitata a Roma dal MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

Oggetto della rassegna è il risultato di una interessante indagine sui mutamenti in corso nel mondo dell’architettura e degli strumenti necessari per produrli, rappresentarli, comunicarli. Fino alla metà del secolo scorso il progetto edilizio era costituito dal disegno manuale e sintetico nei particolari costruttivi; mentre, dal documento si rileva che, negli ultimi decenni del secolo scorso, l’adozione delle tecniche digitali ha dato l’avvio alla capacità di rappresentare e definire lo spazio con simulazioni digitali e video, che consentono di ottenere forme di rappresentazione capaci di imprimere cambiamenti profondi al futuro dell’architettura, delle forme architettoniche e delle discipline spaziali.

Si percepisce, infatti, un cambiamento che riguarda l’utilizzo degli strumenti che attengono alle fasi di produzione dell’oggetto e alla rappresentazione dello stesso nel contesto in cui ne è prevista la collocazione e la comunicazione utilizzate per farlo conoscere all’esterno.

L’obiettivo, infatti, è rendere possibile una valutazione sull’efficacia delle due fasi. Una ricerca avvincente che racconta come stia cambiando il mondo dell’architettura se rapportato agli strumenti necessari per produrla.

Chih Ying November Wong, The Drawing Machine, 2015. Courtesy dell’Artista

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