La XIII edizione del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla committenza d’architettura

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Narrow House, Tavernerio, Como.
Photo credits: Alessio Fantinato, Parisa Kalantari


In grande evidenza gli architetti e gli ingegneri italiani

 Sabato 11 ottobre, sul palco del Teatro Olimpico sono saliti i vincitori della XIII edizione del Premio Internazionale alla Committenza di Architettura Dedalo Minosse 2024/25 per la Cerimonia di Premiazione che ha proclamato i 25 migliori committenti selezionati dalla Giuria del Premio e i loro progettisti, tra oltre 400 candidature e più di 70 progetti selezionati. Personalità di spicco, giovani emergenti, enti, amministrazioni, aziende, scuole, realtà culturali sono stati protagonisti di una piccola “notte degli Oscar” della committenza a Vicenza, la città di Andrea Palladio, nella quale il Premio è stato fondato nel 1997 da ALA Assoarchitetti & Ingegneri.
Hanno condotto la serata Giulia Mura, architetto d’interni, docente universitaria, curatrice e consulente e Giorgio Tartaro, giornalista, autore e presentatore TV sui temi del design, dell’architettura e interior design. Con loro sul palco anche una trentina di esperti tra componenti della Giuria e di ALA e rappresentanti di sostenitori del Premio.
25 i committenti premiati grazie alle opere realizzate da altrettanti progettisti. Nel corso della cerimonia sono stati assegnati cinque premi principali, riconoscendo i migliori committenti a livello internazionale insieme ai rispettivi architetti. Inoltre, la Giuria, le Istituzioni e i sostenitori – tra cui Fondazione Inarcassa, Marmomac, Caoduro Lucernari, Federlegno e Salone del Mobile, Confprofessioni – hanno conferito nove premi speciali e undici segnalazioni.
Un Premio attribuito alla responsabilità del fare architettura, tra il rispetto del territorio, del patrimonio e dell’ambiente, e la valorizzazione delle persone e delle comunità, nell’integrazione tra arte e tecnologia. Internazionalizzazione, sostenibilità e inclusività sono le tre parole che accompagnano la XIII edizione dell’unico premio dedicato alla committenza d’architettura. Radicato a Vicenza, culla naturale della relazione tra committente e progettista, Dedalo Minosse ancora una volta rinnova il profondo legame tra passato e futuro, ad opera di un contemporaneo impegnato tanto nella conservazione dell’uno, quanto nel portare valore al secondo.
Le opere candidate, in questa edizione, oltre 400 da tutto il mondo, raccontano storie di progetti realizzati negli ultimi 5 anni, luoghi del vivere, per il lavoro, per la cultura, per l’istruzione, per la salute, spazi urbani e pubblici, giardini, percorsi, infrastrutture.
“La tredicesima edizione del Premio, un’iniziativa pensata quasi trent’anni fa, conferma l’interesse che la manifestazione riveste ancora sia a livello nazionale e sia internazionale...” – afferma l’Arch. Marcella Gabbiani, Direttore del Premio –. “Abbiamo incontrato e accolto nuovi partners e compagni di viaggio e conosciuto committenti e progettisti anche da Paesi che fino a oggi non si erano affacciati sul nostro scenario: Colombia, Namibia, Mozambico, Ghana, Capo Verde, Pakistan. Le nuove committenze consolidano prospettive nuove, in cui l’attenzione all’ambiente e alle valenze sociali sono fondamentali.
Anche Dedalo Minosse ha aggiornato e affinato i suoi criteri di assegnazione, orientando in modo crescente il suo sguardo alla durevolezza e alla convivenza tra tecnologia e salvaguardia del passato, nella consapevolezza che il nuovo si costruisce solo su solide radici.”

Il Premio Dedalo Minosse 2024/2025 si presenta con una nuova energia orientata alla creatività – commenta Veronica Marzotto, Presidente della Giuria del Premio –. Sono stati realizzati progetti che interagiscono con il contesto, dove i committenti mostrano maggiore consapevolezza dell’impatto sociale dell’architettura, mentre sono evidenti interventi di recupero e rigenerazione, opere pubbliche affidate a professionisti under 40 e diversi progetti firmati da architette e studi giapponesi. Si rileva la relazione tra committente, progettista e territorio come elemento costante nelle possibilità offerte dall’attività umana.
Dedalo Minosse è il Premio che legge il processo e racconta le storie di come i due attori principali di un’opera di architettura (committente e progettista), con una relazione non scevra di conflitti, portano a compimento un’idea con successo, integrando tra loro, coinvolgendo i costruttori, i decisori e gli utenti di tutti i giorni, che sono in conclusione coloro per i quali noi progettisti realizziamo l’opera finita.” – aggiunge Bruno Gabbiani, Presidente di ALA Assoarchitetti & Ingegneri.

La serata è proseguita con l’inaugurazione della Mostra allestita nella Basilica Palladiana. Una rassegna sui 70 committenti selezionati raccontata con plastici, video, fotografie e disegni.
L’allestimento 2025, a cura dello Studio Gabbiani di Vicenza, induce i visitatori ad abbandonarsi alla meraviglia. Seguendo il principio della sostenibilità, l’allestimento è pensato per ridurre al minimo gli scarti e l’impatto dei trasporti, delle lavorazioni e dei materiali. Una via diagonale principale e alcune vie laterali conducono il pubblico a guardare dentro i progetti come da finestre aperte e sospese verso il grande Salone, che si configura come un cielo stellato.
Per la prima volta nella Basilica Palladiana, trovano dimora 20 grandi alberi, come parte integrante dell’allestimento: canfori, ginkgo biloba, aceri in un gioco di foglie perenni e cangianti, raccontano le stagioni e i cambiamenti ineluttabili della natura. Così un piccolo bosco sorgerà a Vicenza grazie alla donazione di ALA, con il sostegno di Fondazione Gabaldo e di Giorgio Tesi Group. L’iniziativa è stata presentata il 2 novembre, durante il Forum della Committenza 2025, alla presenza del Sindaco Giacomo Possamai, in un convegno dedicato al valore degli alberi e all’importanza di una piantumazione diffusa, per dare confort e contrastare i cambiamenti climatici.


I Premi della Fondazione Inarcassa
La Fondazione Inarcassa ha partecipato da protagonista al Premio attribuendo due premi principali.

• Premio ALA - Fondazione Inarcassa
Committente: Alessio Fantinato
Progetto: Lorenzo Guzzini
Opera: Narrow House
Realizzazione: 2024, Tavernerio, Como, Italia
Alessio e Giulia sono una giovane coppia e all’epoca del progetto avevano appena 30 anni, mentre il loro figlio Leonardo, anch’egli presente al ricevimento del riconoscimento, è nato poco dopo il completamento dei lavori. Lui videomaker, lei educatrice specializzata nel metodo Montessori. Entrambi molto sensibili all’importanza dello spazio, disponevano di un budget molto limitato.
Alessio e Giulia hanno deciso di destinare una parte del loro esiguo budget all’architetto, che hanno voluto coinvolgere affinché studiasse soluzioni anche per abbattere i costi, ma soprattutto per generare al contempo un legame autentico con il luogo. Sono riusciti a scorgere il loro sogno fra un groviglio di rovi e l’hanno affidato al professionista perché lo esaudisse. Il progetto è frutto di una grande sfida: la spesa doveva essere inferiore a meno della metà della media di mercato al metro quadro di costruzioni analoghe. La Narrow House è una piccola casa unifamiliare, che sorge, sopra un ruscello, sulle rovine di un garage e di un pollaio abbandonato. Ricettacolo di invenzioni tecniche, rivoluzione di metodi costruttivi modulari, impiego di materiali di recupero da installazioni artistiche dismesse, l’abitazione è nata con un vero spirito di riuso.
L’aumento volumetrico concesso ha permesso di unire i due volumi preesistenti e, non modificandone la sagoma, di dar vita a un susseguirsi di spazi che cambiano di continuo natura e funzione. L’architetto ha ottimizzato le risorse a disposizione generando un dispositivo i cui protagonisti sono il ruscello, la brezza della valle, la luce che entra nel volume in modo naturale, il tutto immerso nel paesaggio naturale.
Attribuendo questo premio, Fondazione Inarcassa e ALA, hanno inteso evidenziare come opere di alto profilo siamo possibili, indipendentemente dall’entità materiali dell’oggetto da realizzare e dall’entità dell’investimento. Sono quindi i progettisti di tutti i giorni ad essere celebrati con questo riconoscimento, nel loro quotidiano impegno. Ha attribuito la targa Bruna Gozzi, Vicepresidente della Fondazione.

• Premio speciale Architettura e Ingegneria
Committente: Comune di Olgiate Olona - Marco Cerana
Progetto: ATI professionisti - Arch. Giulia de Appolonia capo-gruppo, Ing. Stefano Santarossa
Opera: Palazzetto dello Sport di Olgiate Olona
Realizzazione: 2024, Olgiate Olona, Varese, Italia
Il nuovo palazzetto dello sport di Olgiate Olona è un’opera fortemente voluta negli anni dall’amministrazione e di grande rilevanza per la comunità. Il rapporto di fiducia tra la Committenza e il progettista ha permesso di ottimizzare l’investimento portando a un risultato significativo anche dal punto di vista dell’immagine e della rappresentatività.
I lavori di costruzione, cominciati nel 2019, hanno superato numerosi ostacoli e sono stati ultimati con lo stabilimento di una profonda intesa soltanto grazie alla profonda intesa tra Rup e progettista.
L’opera ha ricevuto un importante riconoscimento anche con l’inclusione tra i finalisti del premio Bigmat e la pubblicazione in riviste come Tsport, The Plan e Arketipo. Il progetto reinterpreta l’idea del contenitore sportivo scomponendo la volumetria attraverso un taglio orizzontale, che separa due elementi con matericità opposte e uno slittamento che articola la composizione introducendo un portico e una terrazza.
I due livelli rappresentano la relazione tra la terra e il cielo: un basamento pesante e opaco in calcestruzzo prefabbricato, che radica l’edificio a terra e protegge lo spazio del gioco, e un volume traslucente in policarbonato alveolare, che immette luce diffusa e instaura una relazione con il cielo. La struttura ospita un campo da basket regolamentare e uno spazio addizionale in quota con il campo, che permette la presenza di circa 350 spettatori seduti, grazie a una tribuna retrattile sviluppata su tre gradoni e una tribuna fissa sui superiori tre.
In questo caso è la struttura, lasciata in vista nella sua macro-dimensione, ad attribuire il carattere del progetto, confermando così uno dei principi del Premio, particolarmente sostenuto da Fondazione Inarcassa, che attribuisce un valore aggiunto fondamentale, all’integrazione organica tra l’insieme dell’opera e la sua posa strutturale.

Palazzetto dello Sport di Olgiate Olona, Varese. Photo credits: Filippo Poli

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