Il Bilancio 2024 di Inarcassa tra crescita, sfide e trasformazioni
In un contesto economico ancora segnato da incertezze e transizioni, il Bilancio consuntivo 2024 di Inarcassa restituisce l’immagine di un Ente solido e attento ai bisogni reali dei propri iscritti. I numeri parlano chiaro: il patrimonio netto ha raggiunto quota 15,6 miliardi di euro, mentre l’utile d’esercizio si è attestato a 1,357 miliardi, il secondo miglior risultato nella storia dell’Associazione.
La gestione previdenziale ha registrato un saldo positivo di 897 milioni di euro, con una crescita del 19% rispetto al 2023, grazie all’aumento delle entrate contributive e a un attento monitoraggio delle uscite. Parallelamente, la gestione patrimoniale, con un risultato di 493 milioni di euro, ha prodotto un rendimento del 7,7%, superando il target strategico fissato al 6,5% e confermando la capacità dell’Ente di valorizzare le risorse investite.

Sul fronte degli iscritti, il 2024 ha visto una lieve flessione: 174.225 professionisti, con un calo dello 0,6% rispetto all’anno precedente.
Il dato riflette la contrazione delle nuove iscrizioni, in particolare tra i giovani under 35 (-23,9%), e l’aumento dei pensionati contribuenti, che hanno superato le 18.600 unità.
Il rapporto iscritti/pensionati si mantiene comunque stabile a 3,6, in linea con le proiezioni attuariali.


Interessanti anche i numeri relativi alle forme societarie: le Società di ingegneria hanno continuato a crescere, raggiungendo quota 11.527 (+5,2%), segno di una sempre maggiore strutturazione e multidisciplinarietà del lavoro tecnico- professionale. In aumento anche le Società tra professionisti (Stp), che si attestano a 956 unità (+12,4%), mentre le Società di professionisti (Sdp) risultano in calo, confermando la minore attrattività del modello.

Il Bilancio riflette anche l’andamento positivo dei redditi e dei volumi d’affari registrati nel 2023, anno di riferimento per i contributi iscritti. Il reddito medio è salito a 49.289 euro (+13,8%), mentre il volume d’affari medio ha raggiunto 64.823 euro (+13,9%). Molto significativa la crescita del fatturato delle Società di ingegneria, che ha superato i 4,6 miliardi di euro, con un incremento del 49,6%. Un trend fortemente influenzato dagli effetti del PNRR e dagli incentivi edilizi, che hanno dato slancio sia ai liberi professionisti che alle strutture societarie.

Sul piano assistenziale, il 2024 ha segnato l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Generale Assistenza (RGA), che ha razionalizzato le prestazioni e introdotto il sussidio per la non autosufficienza. La spesa assistenziale complessiva è stata di 30,4 milioni di euro, con oltre 160.000 professionisti coperti dal piano sanitario.
Il Comitato Nazionale dei Delegati (CND) si è confrontato su temi regolamentari cruciali, tra cui la contribuzione, i massimali pensionistici e le modalità di riscatto dei periodi di laurea, a testimonianza della costante attenzione ai fenomeni previdenziali e alla sostenibilità del sistema. Confermata, peraltro, dalle risultanze del Bilancio tecnico 2023, che ha ribadito la sostenibilità di lungo periodo del sistema previdenziale. Nonostante vi sia evidenza dell’emergere di un saldo negativo tra il 2040 e il 2069, il patrimonio finale stimato appare infatti in grado di coprire 7,8 annualità di pensioni, ben oltre la soglia di sicurezza.
Nel dettaglio, le entrate previdenziali hanno raggiunto i 1.969 milioni di euro, mentre le uscite per prestazioni si sono attestate a 1.047 milioni, di cui:
• 999 milioni per prestazioni previdenziali (+13,4%),
• 47 milioni per prestazioni assistenziali,
• il resto per ricongiunzioni e accantonamenti.
In sintesi, il 2024 è stato un anno di conferme e di evoluzioni per Inarcassa: conferme nella solidità economico-patrimoniale ed evoluzioni nella capacità di rispondere ai cambiamenti del mondo professionale e alle esigenze di una platea che diventa man mano sempre più diversificata con un bilancio che non solo fotografa il presente, ma guarda con responsabilità e visione al futuro della previdenza delle proprie categorie professionali.
L’andamento dell’onere pensionistico, in crescita, è stato influenzato sostanzialmente dall’incremento del numero di pensionati e dagli effetti della rivalutazione delle pensioni in essere, determinata sulla base della variazione (+8,8%) prevista dall’art. 34.1 del Regolamento Generale Previdenza. Un dato che riflette l’impatto diretto delle dinamiche macroeconomiche sul sistema previdenziale.
Sul fronte della gestione patrimoniale, il Bilancio ha registrato un incremento di 72,2 milioni di euro, grazie all’aumento dei proventi finanziari e alla rivalutazione dei titoli del circolante. Il rendimento gestionale lordo del portafoglio ha raggiunto il 7,7%, superando ampiamente il target strategico del 6,5%. Particolarmente brillante la performance della componente azionaria, che ha segnato un +21,7%.
Il 2024 ha rappresentato anche il quinto e ultimo anno di attuazione del Piano Industriale 2020-2025, articolato in cinque ambiti fondamentali: struttura organizzativa e governance, adeguatezza ed equità del sistema, tutela sociale e sostegno al reddito, tutela ambientale e comunicazione.
Sul piano della governance, è stato approvato il nuovo regolamento sulle strutture societarie operanti nei settori dell’ingegneria e dell’architettura. Inoltre, è stato avviato il processo elettorale per il rinnovo del Comitato Nazionale dei Delegati per il quinquennio 2025-2030. Inarcassa ha anche rinnovato la certificazione ISO 9001 per il triennio 2025- 2027, confermando il proprio impegno verso la qualità e la trasparenza.
In tema di sostenibilità previdenziale, il confronto interno ha portato all’introduzione di un tetto al tasso di capitalizzazione dei montanti contributivi (4,25%) e alla proposta di un fondo di stabilizzazione per gestire gli extra- rendimenti.
Tra le modifiche regolamentari approvate, spiccano:
• il contributo soggettivo variabile (minimo 14,5%, massimo 100%);
• l’aumento del contributo integrativo al 5% dal 2026;
• la retrocessione a previdenza del 60% del contributo integrativo per gli iscritti post 2012, che abbiano maturato al pensionamento almeno 15 anni di anzianità effettiva di iscrizione e contribuzione presso Inarcassa;
• la possibilità di rateazione senza interessi per il riscatto della laurea per gli under 35.
Sul versante welfare e assistenza, il 2024 ha visto l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Generale Assistenza (RGA), che ha razionalizzato le prestazioni e introdotto il sussidio per la non autosufficienza. Il tetto massimo alla spesa assistenziale è stato fissato all’8% dei contributi integrativi. Il Piano annuale assistenza ha stanziato 35,8 milioni di euro, di cui 30,2 milioni effettivamente spesi.
Inarcassa ha inoltre rafforzato il proprio impegno verso la tutela ambientale con il progetto “Inarcassa Green”, che ha previsto interventi di riqualificazione energetica e architettonica della sede, con la creazione di nuovi spazi dedicati al benessere dei dipendenti.
L’approccio ESG è stato esteso anche al patrimonio immobiliare gestito dal Fondo Inarcassa RE.
Infine, sul piano della comunicazione, l’Ente ha consolidato l’approccio multicanale, con l’obiettivo di migliorare la relazione con gli iscritti e rendere sempre più accessibili informazioni, servizi e opportunità.
Il sito web dell’Ente ha registrato oltre 2,5 milioni di visite, segno di un interesse costante e di una crescente fiducia nei confronti dei contenuti e dei servizi offerti online. Parallelamente, la newsletter mensile “Inarcassa- News” ha raggiunto una platea di 60.000 lettori, diventando uno strumento stabile di aggiornamento e dialogo con la base associativa.
Anche la reputazione percepita ha mostrato segnali incoraggianti: il Net Promoter Score (NPS), indicatore che misura la propensione degli utenti a raccomandare un servizio, ha raggiunto quota +34, un valore positivo che testimonia il gradimento degli iscritti.
La Carta dei Servizi 2024 ha rappresentato un ulteriore banco di prova per la qualità dell’azione amministrativa: Il monitoraggio mensile dei risultati e l’attuazione di interventi migliorativi hanno permesso di raggiungere, al 31 dicembre 2024, il target di qualità nel 95% dei servizi monitorati (18 indicatori su 19). confermando la solidità del modello di servizio e la centralità dell’associato nelle scelte operative dell’Ente.
Per ciò che attiene alla gestione del Patrimonio, la componente mobiliare ha brillato in particolare nel comparto azionario, che ha registrato un rendimento del +21,7%, trainato soprattutto dai titoli italiani (+30%), con performance elevate nei settori finanziario e delle utilities. Sul fronte obbligazionario, Inarcassa ha investito in oltre 90 strumenti, tra fondi e titoli diretti, con una forte presenza di BTP e corporate bond ESG, a conferma dell’attenzione alla sostenibilità.
I Private Markets – che includono Private Equity, Private Debt e Infrastrutture – hanno contribuito per 0,96 punti percentuali al rendimento complessivo, con una performance media del 6,61%. La strategia ha privilegiato strumenti a rischio contenuto, con redditività costante e alta liquidabilità, puntando su settori ad alto impatto sull’economia reale come le infrastrutture strategiche, le energie rinnovabili e la mobilità sostenibile.
Anche il patrimonio immobiliare, gestito attraverso il Fondo Inarcassa RE, ha dato un contributo importante, pari a circa 0,8% del rendimento complessivo. Il Comparto Uno, a profilo core/core plus, ha mantenuto una redditività lorda da canoni del 5,3%, avviando al contempo un piano di riqualificazione ESG degli immobili. Il Comparto Due è stato riorganizzato in cluster tematici – residenziale, cedibile, trading e “Factory ESG” – con l’obiettivo di valorizzare gli asset e favorire la transizione green.
Nel corso dell’anno Inarcassa ha aggiornato la propria Politica di Sostenibilità, attiva dal 2021, integrando pienamente le normative europee e internazionali: Tassonomia UE, Regolamento SFDR, due diligence climatica e Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). La società Nummus Info è stata confermata come ESG advisor, con il compito di valutare e monitorare l’impatto ambientale, sociale e di governance del portafoglio.
Tutti i nuovi fondi sottoscritti nel comparto illiquido sono stati classificati ex Art. 8 o 9 del SFDR, con focus su Venture Capital, Private Equity, risorse naturali, infrastrutture sociali, sanità e logistica. Il portafoglio ha ottenuto un rating ESG “A”, a conferma dell’efficacia della strategia e dell’impegno dei gestori verso pratiche sostenibili.
L’Asset Allocation Strategica 2025-2029 ha introdotto tre obiettivi ESG chiave:
• ESG Quality Score ≥ 60/100;
• Carbon Intensity < 160 tCO₂e/$M Sales;
• Miglioramento rispetto al benchmark negli investimenti tematici e a impatto.
Questi target sono pienamente integrati nei processi di gestione del portafoglio e rappresentano un pilastro della strategia di lungo periodo di Inarcassa, che guarda al futuro con responsabilità, visione e concretezza.
Al 31 dicembre 2024, il monte crediti complessivo di Inarcassa ha raggiunto quota 1.545 milioni di euro, un dato che include sia le somme non ancora scadute sia quelle già in fase di recupero. Di questi, oltre 97 milioni di euro rappresentano crediti non scaduti alla data di chiusura del Bilancio, in parte riconducibili alle dilazioni e rateizzazioni concesse agli associati, strumenti che testimoniano l’attenzione dell’Ente verso le esigenze dei professionisti. Sulla parte aggredibile del credito scaduto, a tutela della sostenibilità del sistema e del principio solidaristico sul quale si fonda, sono state avviate iniziative di recupero sia in fase stragiudiziale che giudiziale, avvalendosi dei servizi del servicer incaricato, di Agenzia delle Entrate Riscossione e di legali esterni.
Anche nel corso del 2024 Inarcassa ha confermato l’impegno verso il ricambio generazionale e il potenziamento della struttura organizzativa, con azioni concrete che hanno coinvolto sia l’inserimento di nuove risorse sia l’aggiornamento delle competenze interne.
Durante il quinquennio appena concluso l’Associazione ha infine più volte riaffermato con determinazione la propria indipendenza gestionale e finanziaria, difendendola in tutte le sedi istituzionali competenti, con l’obiettivo di preservare la natura dell’Ente: una entità privata con funzione pubblica, incaricata di garantire la sostenibilità previdenziale dei propri associati e di custodire un patrimonio che appartiene esclusivamente alla comunità professionale che rappresenta.■
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