Budget 2023

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Con il mese di novembre, come di consueto, si avvicina non soltanto la fine dell’anno ma anche il momento in cui si è chiamati a fare previsioni e a definire progettualità per l’esercizio successivo e, puntualmente, il Comitato Nazionale dei Delegati si è riunito per approvare il bilancio di previsione 2023.
Pianificare è un processo strategico per la vita di ogni azienda, intesa come un insieme di beni e persone coinvolti nel raggiungimento degli stessi obiettivi. Con la pianificazione si definisce la rotta da seguire nel medio periodo, che viene poi declinata a livello operativo nelle singole annualità. Gli elementi da tenere presenti sono molti: dagli andamenti macroeconomici (connessi all’economia nazionale e internazionale) a quelli microeconomici, legati al settore e al territorio di appartenenza, al costo e alle evoluzioni delle dinamiche del lavoro e della professione, all’andamento dei mercati finanziari, all’evoluzione della fiscalità e degli interventi normativi ad impatto sul settore. Gli anni più recenti sono stati sempre più caratterizzati da incertezza e instabilità fino ad arrivare, a fine 2022, al diffondersi del timore di un conflitto di proporzioni mondiali, complice l’escalation del braccio di ferro tra Cremlino e Casa Bianca. E il panorama nazionale non si presentava meno delicato, con un Governo chiamato ad affrontare questioni interne drammatiche, figlie di un contesto caratterizzato dalle difficoltà economiche, dal disagio sociale e dall’incertezza nelle prospettive, in un Paese nel quale la ripresa economica post-pandemica è frenata dalle tensioni geopolitiche e dalla crisi energetica.
In questo contesto ognuno è chiamato a fare la propria parte e Inarcassa, la cui missione è quella di affrontare il futuro, malgrado una popolazione che invecchia, e costruire una visione strategica da offrire alle prossime generazioni, non fa certo eccezione. E così l’Asset Allocation Strategica 2023, deliberata dal Comitato Nazionale dei Delegati, contiene le evidenze iniziali fornite dall’analisi ALM (Asset Liability Management), che esplicita l’impatto delle diverse allocazioni sull’equilibrio di lungo periodo e il loro potenziale contributo all’adeguatezza delle prestazioni. Inarcassa, infatti, al fine di integrare gli strumenti a disposizione per il monitoraggio della sostenibilità finanziaria di lungo periodo, ha deciso di affiancare al Bilancio Tecnico un approccio di analisi basato sui modelli di ALM (Asset and Liability Management). Un processo che si colloca tra la gestione del rischio e la pianificazione strategica, concentrandosi sulla prospettiva di lungo termine piuttosto che sulla mitigazione dei rischi immediati, con l’obiettivo di massimizzare le attività e assicurare la miglior copertura possibile agli impegni futuri. In sostanza, l’analisi integrata dell’attivo e del passivo permette di definire target di rendimento coerenti e sostenibili rispetto al rischio.
Alla mission istituzionale e all’impegno per la sostenibilità dell’Associazione nel lungo periodo si affianca, in misura sempre più rilevante, quello in materia di sostenibilità ambientale con il 60% del portafoglio composto da strumenti con un elevato rating ESG. L’investimento “responsabile” è ormai, da alcuni anni, un aspetto identificativo e caratterizzante del metodo di investimento e dell’identità aziendale di Inarcassa. I criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) sono, infatti, una componente basilare del processo di ricerca dei singoli strumenti e delle Società di Gestione, selezionate valutando il loro approccio alla sostenibilità, con l’obiettivo specifico di scegliere controparti le cui politiche siano in linea con la policy interna. Dal 2018 la Cassa si avvale di un ESG Advisor esterno che misura lo score ESG, esprime una quantificazione dell’impronta di carbonio e misura l’impatto degli investimenti in relazione agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU. A fronte della crescente connotazione ESG del patrimonio, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l’adozione di una Politica di sostenibilità negli investimenti finanziari, documento che si aggiunge, integrandolo, a quello sul processo di investimento nel quale vengono descritti i principi e le modalità che guidano la Cassa nella scelta degli investimenti, nel successivo monitoraggio e nella rendicontazione dell’attività.
La tabella che segue riporta, per aggregati, le stime economiche per l’esercizio 2023. Gli elementi che influenzano il saldo previdenziale sono essenzialmente il numero degli iscritti e la dinamica dei redditi. Per ciò che attiene al primo, la pandemia da Covid-19 ha modificato il trend registrato dalle iscrizioni e dalle cancellazioni negli ultimi anni. Da un lato, infatti, le misure governative di sostegno ai redditi e, soprattutto, di stimolo all’economia con particolare riferimento all’edilizia, hanno portato le iscrizioni a superare le 15mila unità. Dall’altro le cancellazioni, in continua crescita da un decennio, si sono sensibilmente ridotte. Conseguentemente, nel 2021, il saldo netto di iscrizioni e cancellazioni è risultato il più elevato dell’ultimo decennio (+4.976 unità). 
Nel 2023 rimangono favorevoli le prospettive per il settore delle costruzioni che, terminato l’impulso dei bonus edilizi, sarà sostenuto dagli investimenti per la transizione ecologica e dal PNRR. Il saldo netto tra iscrizioni e cancellazioni è stimato positivo (+700 unità) con gli iscritti che, alla fine del 2023, dovrebbero raggiungere le 177.500 unità.

Fonte: Bilancio di previsione 2023 (dati espressi in migliaia di euro)

Tra il 2015 e il 2019 i redditi della categoria hanno attraversato una fase di crescita sostenuta. Complice il buon andamento del settore immobiliare e delle costruzioni, trainati, a loro volta, dalle agevolazioni/detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia, efficientamento energetico e antisismici.
La crescita media annua registrata nel periodo dai redditi aggregati della categoria è stata pari al +3,7%, oltre il doppio rispetto al Pil del Paese. Ciò ha permesso di recuperare, in termini nominali, il crollo del 14% conseguente alla doppia recessione dell’economia italiana a partire dal 2008. In termini reali, invece, a fine 2019 il Monte redditi di Inarcassa risultava ancora inferiore di circa 9,1% rispetto al dato del 2007.
Nel 2020 la pandemia ha temporaneamente interrotto questa fase di crescita e il Monte redditi ha registrato una contrazione del 2,6%, contenuta se confrontata con il crollo del Pil del Paese, pari quasi all’8% in termini nominali.
Le attese per il 2021 sono positive, con una stima di crescita del Monte redditi di almeno il 15% rispetto all’anno precedente che consentirebbe di recuperare gli effetti del blocco delle attività produttive nel periodo della pandemia e di ricollocarsi nel trend di crescita antecedente.
A fine 2022 le pensioni in essere dovrebbero superare le 43.000 unità, con un aumento del 5,8% rispetto a quelle dello scorso anno.
In base alle stime sull’andamento dei flussi 2023 i pensionati dovrebbero raggiungere le 46.000 unità entro la fine dell’anno.
Sul versante del welfare, a fronte delle interlocuzioni e del confronto con i Ministeri Vigilanti che hanno caratterizzato il 2022, una volta ricevuta l’approvazione del Regolamento Generale Assistenza, che tra le altre misure contiene anche il nuovo Sussidio per la non autosufficienza, verrà deliberato dal Consiglio di Amministrazione il Piano annuale dell’Assistenza, la cui decorrenza dovrebbe essere gennaio 2024.


Per ciò che attiene al settore delle Società di Ingegneria, proseguiranno le attività finalizzate all’ottimizzazione dei processi di trasferimento e utilizzo dei dati ricevuti a seguito del perfezionamento del protocollo ANAC, sia in relazione al Volume di affari Totale, sia a quello professionale. In quest’ultimo caso, l’obiettivo è comunicare ad una platea selezionata eventuali differenze emerse dal confronto tra il volume d’affari professionale dichiarato dalle Società di Ingegneria all’ANAC nelle fasi di accesso ai procedimenti di gara e quello dichiarato a Inarcassa. Sia sul piano strategico, sia su quello operativo, la digitalizzazione è di certo una delle grandi sfide dei nostri tempi; in linea con il Piano industriale, quindi, proseguiranno nel 2023 le azioni di innovazione, che interesseranno cinque diverse aree (Infrastruttura Tecnologica, Applicazioni, Data Management, Sicurezza Informatica, Workplace & Service Desk & Demand Management).
Sempre in ambito informatico, a gennaio 2022 è stato inoltre approvato dal Consiglio di Amministrazione il piano evolutivo strategico in ambito Cybersecurity, anch’esso con orizzonte pluriennale. Le attività progettuali previste per il 2023 continueranno ad interessare, in termini evolutivi, sia il portale Inarcassa On Line (IOL), principale punto di contatto digitale con gli Associati, sia il nuovo sistema previdenziale di gestione delle attività istituzionali (SINIA). Gli interventi 2023 saranno mirati, rispettivamente, alla realizzazione di nuove funzionalità digitali a beneficio degli associati e alla progressiva automatizzazione dei processi manuali, con l’obiettivo di ridurre i tempi di gestione delle pratiche.
Verrà inoltre progettata e implementata la nuova APP Inarcassa Mobile, con l’obiettivo di rendere disponibili i servizi digitali anche su device mobili.
In continuità con il progetto di rinnovo tecnologico in ambito Human Resources, verrà implementato un nuovo Sistema HR. In tema di “accountability” verrà implementato un nuovo sistema ERP in cloud, a supporto dei processi Finance e Sourcing, finalizzato ad innalzare i livelli di digitalizzazione. In materia di Disaster Recovery, a garanzia della continuità operativa dell’Associazione a fronte di eventi disastrosi sia fisici (e.g. incendio, allagamento) che logici (e.g. attacco informatico), si prevede l’attivazione di un secondo data center in Cloud. In tema di Cybersecurity proseguirà l’attivazione di servizi di sicurezza gestiti da Cyber SOC (Security Operation Center) in grado di garantire, tra l’altro, interventi specialistici in caso di attacchi.
Consapevoli della rilevanza strategica del tema del credito, gli amministratori, dopo aver sottoposto a verifica il modello di gestione, hanno intrapreso, a partire dal 2020, un percorso di innalzamento dei processi interni orientato a logiche di Credit Management, con l’obiettivo di analizzare i fattori sottostanti all’insoluto e di attuare iniziative mirate di prevenzione e di recupero. Un percorso non semplice ma doveroso per un Ente che, come l’INPS, ha nel welfare la propria mission ma al quale, con aggravio di tempi e di costi, non vengono riconosciuti i medesimi strumenti di gestione del credito di cui gode la previdenza pubblica.
Molte le misure introdotte, sia a livello organizzativo sia sul piano operativo. Con la costituzione del Comitato strategie creditizie è stato istituito un presidio permanente che ha il compito di disegnare le strategie della gestione, di monitorarne gli andamenti e di esaminare e discutere le iniziative da presentare al Consiglio di Amministrazione. A livello operativo, nel corso degli ultimi due anni sono state attivate diverse iniziative, a partire dall’attività di credit analisys e clustering sull’insoluto, per passare all’avvio di un “progetto pilota” per testare, nell’ambito delle azioni stragiudiziali, l’efficacia della phone collection e al successivo avvio di una gara per la selezione di un servicer cui affidare l’intero processo di recupero. Il nuovo canale di recupero affiancherà quello di Agenzia delle Entrate Riscossione, che gestisce circa il 66 % del credito scaduto affidato.
Continuerà, nel 2023, il processo di implementazione del sistema di gestione della qualità, certificato a novembre 2021 da un organismo esterno accreditato, con l’obiettivo di un miglioramento continuo in termini di idoneità, adeguatezza ed efficacia. Verrà inoltre avviato un percorso volto all’introduzione del Modello di Organizzazione e Gestione (MOG 231) e degli ulteriori presidi previsti dal D.lgs. 231/2001, in conformità alle linee guida contenute nel Piano industriale e in linea con le indicazioni dell’ANAC per gli enti che svolgono un’attività di interesse pubblico.
Il MOG 231 si integrerà con le misure già previste nel Piano di prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’Associazione, con lo scopo di realizzare, in sinergia con i presidi già adottati, un sistema strutturato e organico di governance ispirato a criteri di sana gestione, cultura etica e compliance normativa.
Riprendendo le parole che il Presidente Giuseppe Santoro ha rivolto agli associati e agli stakeholder con la relazione introduttiva al budget 2023: Il nostro impegno è sotto gli occhi di tutti. Non possiamo quindi che auspicare un intervento del nuovo Governo volto ad affrontare, nell’ambito delle misure di riduzione del carico fiscale, il tema della doppia imposizione sulle Casse di previdenza, anche alla luce dell’elevato livello di tassazione dei rendimenti finanziari. Guardiamo, infine, con fiducia alle iniziative e agli indirizzi che le istituzioni, stante l’importanza primaria che la gestione della previdenza riveste, vorranno adottare per sostenere l’autonomia delle Casse. Servono regole certe per potenziare, a livello ordinamentale, il ruolo sussidiario che sono chiamate a svolgere. Regole improntate alla semplificazione, alla chiarezza, alla trasparenza, in nome delle stesse istanze che, mai come oggi, il Paese avanza al Governo da poco insediato.

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