“Lectio brevis” nel suo significato fondamentale di “lettura”: Architetto e Architettura

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illustrazioni di Evasio De Luca

“Non si può pensare un’architettura senza pensare alla gente”
Richard Rogers (architetto di famiglia inglese nato a Firenze nel 1933)

Sono un Architetto, un soggetto abilitato da una laurea e da un esame di abilitazione alla progettazione di qualsiasi trasformazione ambientale e nelle diverse scale da quella del territorio e del paesaggio a quella urbana della città, all’edilizia, alla progettazione degli spazi interni e alla loro organizzazione tramite l’arredo (arredamento) e alla progettazione degli stessi oggetti d’uso (design).
Anche l’Ingegnere è sì un laureato, ma si occupa soprattutto degli aspetti strutturali; infatti, citando un docente universitario Ingegnere pensa “la casa è bella quando sta in piedi”.
Mentre il Geometra è un diplomato e si occupa principalmente di topografia e catasto, e nel campo delle costruzioni e strutture, per legge dovrebbe occuparsi di costruzioni di modesta entità a maggior ragione adesso che l’Italia è tutta in zona sismica: divisa in 4 zone dalla zona 1 alta sismicità alla molto bassa della zona 4.


 

L’Architetto segue il lavoro in tutte le sue fasi dal progetto al cantiere al taglio del nastro. L’Architetto è sinonimo di “versatile” e cioè crea spazi abitativi, edifici per uffici, per il commercio, scuole, luoghi di culto, spazi verdi (dai giardini privati a quelli pubblici ai parchi), spazi urbani (piazze), fino ai quartieri, alle città, fino ad arrivare agli Architetti che hanno progettato e progettano sedie, tavoli, complementi di arredo.
L’Architetto pur facendo fronte ai vincoli imposti dalle normative e dai regolamenti edilizi emanati da autorità comunali, regionali, nazionali, assumendosi molte responsabilità (ha anche l’obbligo della RC Professionale) segue il lavoro dal progetto alla sua realizzazione seguendo il cantiere e ogni fase di lavoro, coordinando le imprese e altre figure professionali, fino al “taglio del nastro”.

Perché l’Architetto conta e l’Architettura conta? Perché l’Architettura è strettamente legata al BENESSERE, ha una dimensione sociale e deve garantire il benessere alle persone e cioè migliori condizioni di vita.
La casa è intimità e riparo ma anche un luogo sociale di ospitalità e di apertura con l’esterno. Fino a ieri l’obbiettivo del progetto era la funzionalità, lo sfruttamento efficace dello spazio, la sicurezza fisica, il comfort; oggi l’architettura deve garantire il benessere delle persone, cioè, dare emozioni e sensazioni positive… creare armonia tra uomo e ambiente, che sia una stanza o uno spazio esterno. Il benessere è SALUTE, è migliorare la qualità di vita.
Il paesaggio, l’ambiente è stato costruito dall’uomo, dalla dinamicità della sua attività… è la sua opera che lo rende “bello”… dove il costruito s’integra perfettamente nel paesaggio e non ci “disturba” visivamente. Ci capita spesso di andare alla ricerca di luoghi “belli” per ritemprarci e trovare benessere: il bel paesaggio, la bella città, il bell’edificio, la bella casa.


L’Architettura dà emozioni e sensazioni positive. La “casa” rappresenta l’espressione di chi la abita e l’architettura ne interpreta i bisogni, creando lo spazio e mettendo al centro l’uomo e le sue necessità. La qualità della casa non è misurabile solo in termini di costo al mq, di stili di arredamento o di risparmio energetico… la casa è molto di più… è stare bene nel proprio spazio sia fisicamente che psicologicamente… e come un paio di scarpe deve essere comodo piacevole e farci sentire “belli” e soddisfatti.
L’Architetto aiuta a trovare un equilibrio tra norme, materiali, tecnologie, necessità per dare quel benessere psico-fisico (che il mondo esterno spesso toglie) nel proprio ambiente. L’Architetto ascolta i bisogni e focalizza le necessità, col sopralluogo si rende conto visivamente dell’ambiente esterno e dello spazio dove deve operare, raccoglie e rileva le misure, le informazioni quantitative e verifica vincoli e normative, elabora i dati raccolti ed esprime il progetto che è equilibrio tra funzione, comfort, tecnologia, ergonomia e interazione per realizzare un luogo protettivo dove rigenerarci, esprimerci, riposarci, stare bene.


Ecco che rilevante è la distribuzione degli ambienti interni, che segue alcune regole di base pur non dimenticando soluzioni organiche e anche sceniche, assecondando le funzioni. Organizzare le stanze seguendo il movimento del sole in relazione alle funzioni che si svolgono in una abitazione (svegliarsi, lavarsi, mangiare, soggiornare, studiare, dormire) e al tipo di luce occorrente: ambienti di servizio a Nord per produrre un effetto cuscinetto termico, ambienti di soggiorno nel quadrante Sud Sud/Ovest, massimizzare gli spazi semplificando la forma delle stanze (facilita l’arredamento) e diminuendo al massimo gli spazi monofunzionali di servizio (corridoi), prevedere spazi polifunzionali, e modificabili nel tempo con pochi interventi. La progettazione di un ambiente deve essere effettuata sulla base delle esigenze del committente.

Importante è anche la ventilazione naturale e/o meccanica degli ambienti, fondamentale per mantenere le condizioni di benessere termo-igrometrico e di salute delle persone che vivono in locali chiusi: significativa per equilibrare la temperatura interna in funzione della stagione e delle attività svolte negli ambienti, per avere un corretto valore dell’umidità relativa che altera la percezione della temperatura corporea, per spostare all’esterno tutti i contaminanti presenti nell’ambiente chiuso (gas, fumi, spore, VOC, ecc.), per eliminare le cause più appariscenti dell’inquinamento Indoor. In un ambiente chiuso si deve tenere conto della naturale tendenza alla stratificazione dell’aria in funzione della temperatura. (basso /freddo-alto /caldo) (gradiente termico).
Occorre pertanto valutare gli interventi possibili, più o meno invasivi per la maggiore efficienza degli impianti di riscaldamento e raffrescamento proponendo nel caso anche interventi di risparmio energetico: installare un pavimento radiante inverte il gradiente termico e abbassa la temperatura percepita di 2°C, sostituire delle lampadine a incandescenza con altre a led, comportano minor calore in ambiente e un sensibile risparmio energetico, oltre ad una versatilità in termini di potenza e gestione del colore della luce. Indispensabile anche un progetto di illuminazione ben studiato quale base che consente di sottolineare il design degli interni, di collegare gli spazi interni ed esterni, di facilitare l’uso flessibile negli spazi senza pareti, di fornire illuminazione funzionale allo studio o alla cucina e di creare luce diffusa per socializzare in un’atmosfera rilassata. Un’illuminazione scarsa o non differenziata suscita in chi osserva una sensazione di non gradevolezza, di non armonia. Ecco che l’Architetto, pur sfruttando la luce naturale, studia il posizionamento della fonte luminosa sia in base alla funzione sia per evidenziare o allargare lo spazio, per creare giochi di ombre, per illuminare scenograficamente un oggetto, una parete, pur non dimenticando l’intensità della sorgente di luce ricorrendo alle opzioni migliori che comprendono sistemi manuali o sistemi di controllo wireless. Questi ultimi sono anche un sistema per incorporare controlli per il risparmio energetico.

E non si può dimenticare nel progetto il colore: “Quando non c’è energia non c’è il colore, non c’è forma, non c’è vita” Caravaggio. Tutte le stanze di una casa hanno la capacità di evocare un’atmosfera e il colore, oltre alla luce, possono risvegliare sentimenti ed emozioni, di calma o di energia. In effetti alcuni gruppi di colori ispirano emozioni particolari che possono essere alterate a seconda della profondità del tono o dell’intensità del colore.
Cambiare i colori spesso è un modo semplice ed economico per restaurare e ravvivare completamente qualsiasi area della casa.

E si arriva all’interior design. Come superare la paura di una casa tutta da arredare? Partire dalla stanza chiave della casa (ognuno ha il suo ambiente preferito); partire da un oggetto d’arredo al quale teniamo in particolare (mobile, pavimento, elemento secondario); partire da una tinta principale e poi abbinare i colori (per contrasto o addizione/sottrazione progressiva); partire da uno stile che sia classico o contemporaneo, mediterraneo, industriale, etnico, shabby chic tenendo di conto che anche lo stile eclettico richiede consapevolezza; partire da una particolarità della casa (un pregio oppure un difetto).
Come può aiutare l’Architetto? Traducendo le esigenze familiari in spazi vivibili e piacevoli; informando su bonus ed incentivi (ristrutturazione, conto termico, arredo giovani coppie, sisma-bonus, ecc.); aiutando a scegliere le opere giuste per l’efficientamento energetico; sbrogliando le pratiche burocratiche; organizzando i lavori, le opere; coordinando i vari aspetti del progetto di interni e anche accompagnando a fare shopping.


Ma non dimentichiamoci che l’Architetto va oltre le mura dove c’è la Comunità, il Quartiere, la Città, il Paesaggio, il Territorio. Sono un Architetto.
 

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