Polizza sanitaria

Polizza sanitaria

Sono una giovane iscritta a Inarcassa da oltre cinque anni ma faccio ancora fatica a pagare i contributi minimi. Le occasioni di lavoro sono sempre meno, i compensi modesti e soggetti ad una concorrenza senza limiti, insomma, specialmente noi giovani viviamo nella precarietà e spesso non riusciamo ad essere in regola con i pagamenti. Vi domando: i contributi previdenziali versati dalla sottoscritta a Inarcassa sono utilizzati per il pagamento del premio relativo alla polizza sanitaria?

Se così fosse trovo ingiusto farci finanziare con una contribuzione obbligatoria un’assistenza che bene o male già abbiamo dal servizio pubblico. Per i liberi professionisti oggi ci sono altre e più importanti emergenze!

Un iscritta di Bolzano

Per dar risposta alla collega architetto occorre ricordare che il sistema di gestione Inarcassa è basato sul cd. metodo della “ripartizione” in virtù del quale, la contribuzione versata da tutti gli iscritti all’Associazione, finanzia indistintamente, in una logica di solidarietà categoriale e intergenerazionale, le prestazioni previdenziali e assistenziali annualmente erogate a favore degli iscritti.

Tutte le prestazioni assistenziali erogate da Inarcassa – indennità di maternità e paternità, sussidi ordinari e sussidi per figli con disabilità, inabilità temporanea assoluta, prestiti d’onore per giovani e madri, finanziamenti on line agevolati, contributi per calamità naturali e la polizza sanitaria – sono finanziate da una quota parte del contributo integrativo versato dai professionisti iscritti, non iscritti e società di ingegneria, non destinato a previdenza e detratte le spese di gestione, nel rispetto dei vincoli di equilibrio attuariale a 50 anni previsti.

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