Le domande degli iscritti

Le domande degli iscritti

Nella foto: Pozzo adiacente all’Abbazia di Cerrate, Lecce. Le quattro colonne reggono l’architrave lapideo scolpita sulla quale torreggia un tritone a cavallo di un delfino

Il cumulo non sempre conviene

Sono un ingegnere di 66 anni e 5 mesi con quasi 46 anni di contributi (18 presso INPS e 27 anni e 8 mesi presso Inarcassa) per un valore totale (età anagrafica e contributi) di 112. Dovendo (per motivi di salute oltre che difficoltà di rinnovi incarichi) iniziare a valutare di andare in pensione, mi è stato detto che tra 2 mesi avrei diritto con il cumulo alla pensione di vecchiaia (come le persone che per vari motivi non hanno raggiunto periodi sufficienti di versamento presso un solo Istituto pensionistico).
La situazione Inps mi è sufficientemente chiara mentre il problema riguarda Inarcassa che con un colpo di spugna (incostituzionale?) ha cancellato i miei diritti acquisiti relativamente al calcolo retributivo almeno sino al 2012 allorquando, per i periodi successivi, il contributivo è applicato a tutti. In sostanza le alternative che mi si offrono sono:
1) pensione di vecchiaia tra 2 mesi (con il sistema di calcolo contributivo e con importi ridicoli rispetto a tutti i contributi versati);
2) ricongiunzione onerosa per importo di euro 566.000;
3) pensione piena (retributiva sino al 2012) a 70 anni.
Mi sembra una situazione alquanto frustrante e peggiore di quanto mostruosamente creato con gli esodati ma con numero decisamente diverso (sono solo? siamo in 2 o 3?) e quindi non eclatante senza quindi la visibilità che hanno avuto gli esodati, con relativa felice conclusione. Oltre tutto ribadisco che dovrebbe essere incostituzionale l’aver cancellato di colpo diritti passati già nettamente acquisiti, cosa – a detta di Inarcassa – avallata dai Ministeri competenti.
Va sottolineato inoltre come la ridotta dimensione del fenomeno potrebbe e dovrebbe trovare soluzione facile e rapida, considerando che nel calcolo della stabilità a 50 anni, effettuata a seguito della Legge Fornero, non sono stati valutati i beni immobiliari di Inarcassa che ammontano – cifre accumulate sulla nostra pelle – a 10 miliardi di euro i cui interessi sarebbero più che sufficienti a risolvere migliaia se non decine di migliaia di casi come il mio, soprattutto considerando l’esiguità dei numeri in gioco.

Un collega di Genova

La pensione viene calcolata da Inarcassa in ossequio al principio del pro-rata (retributivo e contributivo) una volta maturati i requisiti di anzianità anagrafica e contributiva minimi previsti dalle norme. La modifica regolamentare adottata non fa altro che richiamare i principi ispiratori della Riforma del 2012 ed estendere alla pensione in cumulo le modalità dei trattamenti pensionistici vigenti, confermando quindi il sistema di calcolo contributivo “in via ordinaria” per coloro che non raggiungano l’anzianità minima e il sistema pro-rata per coloro che possono vantare una anzianità contributiva presso Inarcassa pari a o superiore a quella minima. L’istituto del cumulo ha ampliato le opzioni previdenziali dei liberi professionisti, offrendo una ulteriore alternativa rispetto agli istituti preesistenti della ricongiunzione e della totalizzazione. Ciascun iscritto può fare scelte appropriate alla sua specifica carriera professionale e alle proprie esigenze di vita, anticipando o ritardando l’accesso alla pensione ovvero aumentando il ritorno previdenziale.

Dall’analisi della sua posizione emerge che, stante la notevole anzianità previdenziale maturata, Lei potrà optare, per la parte pensionistica che riguarda direttamente il nostro Istituto, per la soluzione più consona alla sue esigenze tra quelle che di seguito elenco:

• pensione di vecchiaia unificata posticipata al compimento dei 70 anni (con applicazione della norma transitoria art. 32.6 Regolamento Generale di Previdenza che prevede il pro-rata retributivo per coloro che abbiano maturato il requisito minimo di iscrizione e anche a coloro che soddisfino ambedue le seguenti condizioni: almeno 20 anni di iscrizione e contribuzione al 31 dicembre 2012 e un’anzianità contributiva complessiva di almeno 30 anni;
• pensione di vecchiaia unificata ordinaria da perfezionare mediante ricongiunzione (onerosa se richiesta con trattamento retributivo per i periodi ante 2012 e non onerosa se richiesta con trattamento contributivo per tutto il periodo di iscrizione), previa accettazione della relativa proposta, con decorrenza dalla data del trasferimento del montante contributivo da parte dell’INPS (il requisito anagrafico risulta infatti già maturato);
• pensione di vecchiaia in totalizzazione con decorrenza 01/11/2018 a cui verrebbe sommata la quota INPS;
• pensione di vecchiaia in cumulo con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda a cui verrebbe sommata la quota Inps.

Un’ultima annotazione per chiarire che le riserve della nostra Cassa, pari a circa dieci miliardi, comprendono anche il patrimonio immobiliare la cui redditività concorre a garantire la sostenibilità a 50 anni necessaria per garantire le tutele previdenziali a tutti gli iscritti.

Rivalutazione della pensione

Vorrei conoscere la rivalutazione dell’importo lordo della pensione di vecchiaia e le modalità per la richiesta di erogazione dello stesso.

Una collega architetto di Roma

Dal 1° gennaio di ogni anno successivo alla decorrenza della pensione viene riconosciuta la rivalutazione della stessa applicando la percentuale di rivalutazione dell’indice ISTAT a ai sensi dell’art. 34 del Regolamento Generale Previdenza 2012. In particolare l’importo delle pensioni è stato rivalutato nella misura del 3,00 % nel 2013, dell’1,10% nel 2014 e dello 0,20% nel 2015. Per gli anni 2016 e 2017 l’importo della pensione è rimasto invece invariato rispetto all’anno 2015 in quanto la variazione dell’indice ISTAT per tali annualità ha registrato un valore negativo e, pertanto, non è stato disposto alcun aumento delle prestazioni erogate da Inarcassa. Non occorre richiedere l’adeguamento in quanto d’ufficio i trattamenti pensionistici vengono adeguati, con decorrenza dal 1° gennaio, non appena è disponibile l’indice Istat. Per ogni informazione si può contattare il Call Center Inarcassa, al numero 02.91.97.97.00, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 20; oppure inviare una mail attraverso il Servizio Inarcassa Risponde sul nostro sito www. inarcassa.it.