Il viadotto di Seul e Casa Rbs ad Erba

Il viadotto di Seul e Casa Rbs ad Erba

Landscape design: il viadotto di Seul trasformato in parco urbano

Se un viadotto urbano degli anni ’70 non risponde più agli standard di sicurezza attuali che ci facciamo? La domanda vale in Italia anche per quei pezzi di infrastrutture che restano delle incompiute e sono ormai degli scheletri arrugginiti che terminano nel nulla all’interno di città ormai troppo costruite per poter subire nette trasformazioni nel loro landscape design.

La risposta arriva da Rotterdam (sede dello studio MVRDV che lo ha progettato) e da Seul, dove nella primavera appena trascorsa (esattamente sabato 20 maggio 2017) è stato inaugurato un nuovo parco pubblico. Si chiama Skygarden Seoullo 7017 ed è frutto della riconversione del viadotto di una superstrada urbana che ha dato origine a uno straordinario parco urbano sopraelevato lungo 983 metri con oltre 200 piante locali.

Oggi una passeggiata sullo Skygarden Seoullo 7017, oltre che un beneficio per i polmoni e la salute, è quindi anche un’occasione per conoscere – come è stato scritto – l’anima verde di questo Paese ed è una prova tangibile che l’impresa di trasformare e recuperare i congestionati centri urbani, come quello della capitale della Corea del Sud, è un’impresa possibile e si può portare a temine senza enormi spese.

Questo grande parco pubblico sopraelevato ancora non è molto noto e non compare, per esempio, tra le attrazioni e i luoghi di interesse segnalati dai più diffusi portali di turismo, come Tripadvisor. Ma siamo certi che tra pochissimo lo sarà.

Lo Skygarden Seoullo 7017, progettato dal gruppo olandese MVRDV, è un primo importante passo di un percorso di sostenibilità urbana voluto dal sindaco di Seul, Won-soon Park e segue il filone di ricerca nel landscape design già aperto da alcuni anni, proprio a Rotterdam, dal collettivo Observatorium. Nato nel 1997 per iniziativa degli artisti Geert van de Camp, Andre Dekker e Ruud Reutelingsperger, Observatorium è una delle voci più originali nel panorama europeo del landscape design. Azioni artistiche sul paesaggio che nascono con l’obiettivo di ridare valore al vuoto urbano e al “già esistente ma inutilizzato”, concepite per essere inserite immersivamente nella dimensione sociale della città.

Skygarden Seoullo 7017 è oggi un primo passo per rendere il centro della città più accogliente e più rispettoso di quei criteri di sostenibilità urbana fortemente voluti dal sindaco di Seul, Won-soon Park e molto apprezzati dai cittadini della capitale sudcoreana.

Il nuovo parco – oltre ad aver recuperato una infrastruttura arrivata a fine corsa – offre oggi a cittadini e turisti nuovi punti di vista sulla città e un nuovo habitat di circa 24mila piante tra alberi, cespugli e fiori. Le piante non sono ancora completamente cresciute e raggiungeranno la loro altezza finale nel prossimo decennio, ma già oggi – come ha detto Winy Maas, membro fondatore dello studio MVRDV che ha curato il progetto – “Skygarden offre un dizionario vivente delle piante che fanno parte del patrimonio naturale della Corea del Sud.”


LINK DA VISITARE:

Tutti i nomi di Skygarden

Project: MVRDV

Location: Seoul, Corea del Sud

Year: 2017

Competition: Winy Maas, Jacob van Rijs and Nathalie de Vries with Wenchian Shi, Kyosuk Lee, Kai Wang, Ángel Sánchez Navarro, Jaewoo Lee, Antonio Luca Coco, Matteo Artico and Jaime Domínguez Balgoma

Partners: Landscape Architect: Ben Kuipers, Delft, Netherlands

Local Architect: DMP, Seoul, Korea

Structure: Saman Engineering, Seoul, Korea

Local Landscape Designer: KECC, Seoul, Korea

Sustainability: EAN, Seoul, Korea

Architectural Structure: Cross, Seoul, Korea

Industrial Designers: Studio Makkink & Bey, Amsterdam, Netherlands

MEP: Samsin, Seoul, Korea

Traffic Engineers: Song Hyun R&D, Seoul, Korea

Lighting Design: Viabizzuno, Milan, Italy and Nanam Ald, Seoul Korea

App Design: nhtv, Breda, Netherlands

Cost Engineers: Myong Gun, Seoul, Korea

Design Devlopment: Winy Maas, Jacob van Rijs and Nathalie de Vries with Wenchian Shi, Kyosuk Lee, Mafalda Rangel, Daehee Suk, Daan Zandbergen, Kai Wang, Sen Yang and Dong Min Lee

Landscape Design: Ben Kuipers landscape architect, MVRDV

Lighting Design: Rogier van der Heide, MVRDV and Nanam Ald, Seoul Korea

Construction: Team: Winy Maas, Jacob van Rijs and Nathalie de Vries with Wenchian Shi, Kyosuk Lee, Mafalda Rangel and Dong Min Lee

Casa RBS, un edificio nel centro storico di Erba

Il luogo

L’area oggetto dell’intervento è situata nel pieno centro di Erba (Co), adiacente alla storica piazza del Mercato, in una zona residenziale ad alta densità edilizia. Il lotto, di forma triangolare, era racchiuso a nord da un lungo muro alto circa 2,7 metri in pietra e intonaco allineato alla via pedonale Diaz, a sud dal giardino di una villa esistente e ad est da un edificio storico di tre piani della stessa proprietà.

Il progetto

Il progetto consiste nella realizzazione di un’abitazione unifamiliare di un piano con un giardino di pertinenza e una parte interrata dove si trovano locali accessori, una piscina coperta e un’autorimessa.

Data l’esigua dimensione dell’area (circa mq 500) l’obiettivo è stato quello di realizzare la nuova abitazione attestata direttamente lungo la via pedonale Diaz, con una forma ad “L”, in modo da creare un patio interno su cui affaccia l’abitazione. L’esposizione favorevole ha consentito di avere il lungo muro in calcestruzzo bianco (a nord) sulla via Diaz cieco, con una sola apertura a nastro sulla sommità del muro, che prosegue anche sul lato ortogonale ad est con una vetrata orizzontale, intervallata da piccoli setti in rovere naturale.

La conformazione del lotto triangolare ha stimolato la scelta di geometrie articolate sui lati interni della “L”, in modo da avere sempre facciate con una esposizione favorevole al sole. Questo ha comportato la necessità di uno studio molto dettagliato degli spazi interni e delle aperture.

L’abitazione ha due accessi indipendenti: uno solo pedonale lungo la via Diaz e uno carraio, direttamente collegato con l’abitazione dalla vicina Piazza del Mercato, attraverso un passaggio interrato.

L’illuminazione naturale gioca un ruolo fondamentale nella caratterizzazione degli ambienti; si tratta di spazi molto luminosi che si aprono verso il giardino interno tramite le grandi vetrate. Le vetrate sono studiate in modo tale che non vi siano montanti verticali ad ostacolare la percezione dello spazio esterno. Si tratta di serramenti fissi in acciaio o apribili in legno di rovere, con sistemi di apertura di varie tipologie, dal battente al bilico allo scorrevole. Quale sistema di ombreggiatura sono state previste per ogni serramento tende filtranti da esterno automatizzate. Il cassonetto è totalmente mascherato dalla stessa struttura in c.a. appositamente sagomata per l’alloggio dei rulli-motore.

L’orientamento dell’edificio prevede un taglio di luce dall’alto proveniente dalle vetrate a nastro a nord e a est lungo i due prospetti rettilinei, mentre a sud-est, dove la facciata si articola in una linea spezzata che definisce i singoli ambienti, si trovano ampie vetrate.

L’uso della vegetazione, quale schermatura sia solare che visiva, avviene con la realizzazione di nuove piantumazioni e con il mantenimento delle grandi alberature preesistenti, in un caso completamente integrate nel progetto architettonico. In fase di realizzazione dello scavo e delle fondazioni è stato necessario procedere con molta cautela per evitare il danneggiamento delle radici.

Struttura Materiali Finiture

Per l’edificio è stato scelto il calcestruzzo a vista per la sua omogeneità e uniformità. Di questo materiale sono state valorizzate le caratteristiche prestazionali rispetto a differenti tipologie di calcestruzzi ottenuti grazie all’uso di additivi, fibre e inerti differenti. Per la realizzazione dell’edificio sono state utilizzate tre differenti tipologie:

  • calcestruzzo armato impermeabilizzato per le pareti perimetrali al piano interrato;
  • calcestruzzo fibrorinforzato per gli elementi strutturali pieni e di ridotto spessore che costituiscono le piastre del solaio e della copertura e delle pensiline a sbalzo;
  • cemento bianco lavato faccia a vista con fodere in legno verticali con granulometria degli inerti selezionata, per tutte le pareti perimetrali del piano terreno.

 

Anche l’interno è disegnato dall’essenzialità dei materiali di finitura. I pavimenti del piano terra sono in teak mentre gli arredi e le pannellature in pioppo naturale.

La pavimentazione in teak al piano terra è stata scelta sia per quanto riguarda gli interni sia lo spazio esterno e i percorsi, mentre è stata scelta la resina color bianco per il piano interrato.

Il piano interrato è caratterizzato dai soffitti in cemento armato a vista con le luci a led tonde di vari diametri incassate in spessore di solaio poste a filo con l’intradosso. Le pareti sono rivestite con pannellature di okume. Il locale dove si trova l’ampia vasca riscaldata con idromassaggio è illuminato da un’ampia porzione di solaio vetrato posto parallelamente alla vasca e schermato al piano terreno dalla vegetazione.

Gestione del ciclo delle acque

È stata prevista la raccolta dell’acqua piovana per un successivo riutilizzo attraverso l’adozione di un sistema di recupero delle acque reflue per l’irrigazione della copertura. Si tratta di un sistema in grado di diminuire la temperatura della copertura, contribuendo a livello dell’edificio a ridurre gli apporti calorici (fondamentale nel caso di spazi abitati direttamente al di sotto della copertura) e a livello locale a ridurre le temperature superficiali dell’estradosso.

Progetto: architetto Marco Ortalli – studio in Erba (COMO)

Si laurea alla Facoltà di Architettura di Milano nel 1977; dopo un primo apprendistato presso lo studio del professore Vittoriano Viganò e dello studio Gregotti Associati apre lo studio ad Erba.

Professore a contratto di “Composizione architettonica” all’Università di Architettura di Ferrara dal 2000 al 2004; dal 2004 al 2014 docente titolare del laboratorio di progettazione del 3° anno presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Critico invitato all’Accademia di Mendrisio anni 2000, 2004 Prof. E. Bonell, 2015 Prof. Martin Boesch.

Nel 2007 l’associazione Archivio Cesare Cattaneo organizza una mostra monografica delle sue opere alla Casa Cattaneo di Cernobbio con la pubblicazione del catalogo e con testi critici di Pierre-Alain Croset, Nicoletta Ossanna Cavadini, Angelo Monti, Damiano Cattaneo.

Nel 2010 tiene la lecture finale al seminario internazionale di progettazione di Monte Carasso (CH) diretto dall’architetto Luigi Snozzi.

È stato premiato e selezionato ai seguenti concorsi: nuovo centro teatrale a Varese (1981), nuovo assetto del centro di Cernobbio (1984), “Risalire San Marino”(1994), concorso S.P.T. Como (1996), progettazione urbanistica della zona a mare a Genova Voltri (1998), polo espositivo “Lario Fiere” Erba (1998), 50 alloggi di E.R.P. nel comune di La Maddalena (OT) (2008), centro culturale e Biblioteca-Mediateca di Olivadi (Cz) – 2009.

Ha vinto il secondo premio dell’Associazione giovani costruttori di Lecco nel 1990 e il terzo premio “Riabita” nel 1994. Ha vinto nel 1994, 2001, 2016 il premio “Maestri Comacini” (Como) ed è stato selezionato allo stesso premio nel 1997 e nel 1999. È stato selezionato nel 2008 alla rassegna di architettura “la casa collettiva italiana” per le opere realizzate dal 1995 al 2007. Nel 2009 è stato selezionato al premio “50 idee per l’abitare contemporaneo – 50 progetti di professionisti delle province di Como e Lecco” – Tale&a.

Nel 2011 il progetto della Biblioteca di Erba è stato selezionato per “Italy Now. Architecture 2000-2010” e presentato al Padiglione italiano al Congresso UIA di Tokyo (2011).

Nel 2016 il progetto “via volta” vince il premio Maestri Comacini.

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