Il primo progetto  di internazionalizzazione L’esperimento di Dubai

Il primo progetto di internazionalizzazione L’esperimento di Dubai

Se da anni si parla di internazionalizzazione, ora sembra che dare uno sguardo all’estero, verso i Paesi sensibili al made in Italy, sia di tendenza.

Il tema dell’internazionalizzazione è nei programmi di tante istituzioni, tra le quali spiccano il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, i Consigli Nazionali di Architetti e Ingegneri, e altre associazioni di professioni tecniche; i professionisti che hanno voluto testare le possibilità di lavoro fuori dall’Italia sino ad ora hanno dovuto avventurarsi e tentare la sorte autonomamente.

Dal 2017 le cose sono cambiate. Da quest’anno anche la Fondazione si occupa di internazionalizzazione, con un apposito dipartimento che ha già sviluppato, sotto la sapiente guida del dott. Filippo Maria Invitti, un progetto orientato “su tre obiettivi: informazione, formazione e accreditamento”1.

Le scelte che hanno guidato l’impostazione di questo progetto sono state dettate in parte dai risultati di un questionario elaborato dalla Fondazione nell’aprile scorso, al quale hanno partecipato circa 15mila professionisti. Oltre a indicare un grande interesse per il tema, i risultati sono stati utili per tracciare linee guida operative.

L’esperienza sul campo in materia di internazionalizzazione, organizzata dalla Fondazione Inarcassa, inizia con il workshop di Dubai, tenutosi dal 14 al 17 novembre; durante questo viaggio i 150 professionisti partecipanti hanno potuto conoscere direttamente le opportunità che gli Emirati Arabi riservano, visitare i grandi cantieri ora aperti a Dubai (quali il Dubai Hills Emaar, la Star Tower ed. Expo 2020) e incontrare le istituzioni locali e studi professionali di spicco. Questa prima esperienza internazionale, in occasione della quale è stato inaugurato il desk della Fondazione a Dubai, vuole essere replicata per dare l’opportunità anche agli altri professionisti che ne hanno fatto richiesta durante la call estiva.

Perché cominciare da Dubai? “Dubai, protagonista nell’ultimo decennio di un totale rinnovamento urbanistico e architettonico, è la metropoli che, grazie agli innumerevoli progetti esemplari e agli ingenti investimenti nel settore, catalizza l’attenzione di professionisti provenienti da tutto il mondo”, spiega il presidente delle Fondazione, Egidio Comodo; “auspichiamo che gli iscritti colgano questa importante occasione per generare o consolidare la propria presenza nel mercato mediorientale”.

Il Presidente Inarcassa, Giuseppe Santoro, il Presidente
della Fondazione, Egidio Comodo e Ibrahim Al Ahlì, Direttore del
Dipartimento di Investment Promotion della FDI (Dipartimento
dello sviluppo economico di Dubai)

L’evento di Dubai ha avuto inizio con il workshop tenutosi la mattina del 15; ad aprire i lavori, il presidente della Fondazione Egidio Comodo, il presidente di Inarcassa Giuseppe Santoro e l’Ambasciatore d’Italia negli EAU, Liborio Stellino. Il tema del workshop “Obiettivo Expo Dubai 2020 – Opportunità per professionisti e imprese” è stato ampiamente trattato nelle varie sfaccettature: in questa occasione il Presidente della Fondazione ha presentato il Consorzio, progetto nato con l’obiettivo di incentivare la cooperazione tra liberi professionisti e società di ingegneria, per sostenere la partecipazione e la collaborazione su progetti nazionali e internazionali, e ha illustrato i benefici che si genereranno attraverso questo sistema reticolare di supporto tra i professionisti. “L’internazionalizzazione – ha spiegato – diventa così la strategia per presidiare i mercati, per crescere e aumentare le proprie competenze. Infatti, grazie alla condivisione di dati, esperienze e relazioni, i nostri architetti e ingegneri potranno accedere con maggior facilità a nuove realtà imprenditoriali. Per la prima volta il nostro settore mette a sistema il proprio know-how mediante una sinergica cooperazione”. Robert Platt, Vice Presidente Urban Planning and Public Realm – Real Estate and Delivery Expo 2020, ha presentato le opportunità per professionisti e imprese proprio in vista dell’attesissimo appuntamento a Dubai: “Ogni Paese, compresa l’Italia, avrà molte opportunità – dichiara Robert Platt. Le aziende e i professionisti italiani potranno essere fornitori del padiglione della vostra nazione, ma non solo. E di opportunità ce ne saranno sia per architetti e ingegneri sia per le ditte specializzate. Tutte le gare – sottolinea – saranno pubblicate sul portale dedicato in modo da permettere la massima partecipazione e trasparenza. Ci aspettiamo 25 milioni di visitatori, dal capodanno alla festa nazionale emiratina, e tutti gli eventi organizzati faranno da connessione fisica tra le persone, proprio come suggerito dal tema scelto ‘connecting minds creating future’“, conclude Platt.

 

Alcuni momenti del workshop di Dubai (14-17 novembre 2017)

A presentare la realtà degli Emirati Arabi sono intervenuti inoltre rappresentanti istituzionali tra cui Valentina Setta, Console generale d’Italia; Giampaolo Bruno, Direttore ICE Dubai; Federica Pocek, relationship manager Sace Dubai, Ibrahim Al Ahli, Direttore Dipartimento Investment Promotion di FDI (Dipartimento sviluppo economico di Dubai). Si è scesi poi nel dettaglio con l’intervento di imprese e di studi professionali italiani di primo piano operanti a Dubai, quali Whitespace Architects, LC & Partners Engineering Consultants, One Works e iGuzzini. Si sono susseguiti poi gli interventi di Intesa Sanpaolo e di altre società di consulenza leader negli emirati quali Kelmer Group, Diacron e Mesco.

Nel pomeriggio i professionisti si sono dedicati alle visite nei cantieri scelti in fase di prenotazione. Le possibilità erano tre:

Dubai Design District: Aidah, installazione di Boano Prismontas e Ricardas Blazukas

DUBAI DISTRICT DESIGN2: Lanciato ufficialmente nell’aprile 2015 – con un evento che ha coinvolto 100 designer, 220 aziende e oltre 30mila visitatori – il Dubai Design District gioca un ruolo fondamentale nella visione di Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum di trasformare Dubai in un modello economico basato sull’innovazione. Il progetto occupa uno spazio che si estende dal Dubai Creek, in una delle principali zone franche3 di Dubai, per un totale di oltre 185 mila mq di superficie fino ad ora costruita. In soli due anni – benché ancora nella sua prima fase di sviluppo – il D3 è già diventato un vero e proprio punto di riferimento per la crescente comunità di creativi provenienti da tutto il mondo. Il progetto ha un duplice obiettivo: da una parte coinvolgere, ispirare e attivare talenti emergenti, dall’altra offrire una piattaforma di visibilità a livello globale per artisti e designer che operano nella Regione. Attualmente, il distretto di Dubai dedicato al design ospita oltre 415 aziende, più di 6.000 professionisti e creativi – che si prevede aumentino del 150% entro il 2019 – e quattro importanti eventi: Downtown Design e Dubai Design Week, Fashion Forward e Sole DXB.

DUBAI HILLS EMAAR4: Dubai Hills Estate è una nuova città nello sviluppo della città di Emaar Properties e Meraas Holding. Situato su un terreno di circa 11 milioni di metri quadrati, il masterplan di Dubai Hills Estate vanta vasti tratti di parchi e giardini paesaggistici, passerelle tortuose e ampie aree aperte, e gode di quartieri eleganti progettati intorno a un campo da golf a 18 buche. L’elegante comunità di ville con vista sulle colline di Dubai offre ai clienti la possibilità di progettare le proprie case di lusso. Basandosi sulle credenziali di Emaar per lo sviluppo di comunità integrate, Dubai Hills Estate ospiterà un centro commerciale iconico, centri commerciali di fascia alta e residenze di bassa e media fascia, hotel e appartamenti in alberghi, aggiungendo alla comodità dei residenti istituzioni educative, strutture sanitarie e moschee. Progettato secondo i più alti standard di sostenibilità, Dubai Hills Estate contribuirà in modo significativo allo sviluppo economico e sociale di Dubai e saprà anche rafforzare il settore turistico della città, con la sua gamma di servizi per il tempo libero complementari all’obiettivo di MBR City di promuovere il turismo familiare.

DUBAI STAR TOWER5: Dubai Star Tower, nel distretto di Jumeirah Lakes Towers, con i suoi 195m di altezza, 49 piani, 554 unità tra appartamenti, uffici e spazi commerciali per un totale di 65.500 mq di superficie utile lorda e un costo di costruzione di 50 Mln di euro, è uno degli 80 edifici più alti di Dubai. Il progetto, avviato nel 2006, era rimasto fermo e solo parzialmente realizzato dopo la crisi immobiliare che ha colpito Dubai nel 2008; nel 2014 è stato rilevato e sta per essere portato a termine da un Developer italiano (Preatoni Real Estate), sotto il coordinamento tecnico della società italiana LC & Partners Engineering Consultants, che ricopre il ruolo di Client Representative e Construction Project Management Consultant per il progetto, incaricata di gestire la riattivazione del cantiere nel 2014 e garantirne il completamento. La squadra di LC & Partners Engineering Consultants, composta da un team di ingegneri tutti italiani, è riuscita a risolvere con successo le numerosissime problematiche di grande complessità tecnica, logistica, amministrativa e burocratica, intrinseche a un progetto interessato da una storia realizzativa molto travagliata, segnata da ripetuti cambi di imprese appaltatrici, modifiche sostanziali di normative e standard costruttivi con conseguenti varianti in corso d’opera, tutti aspetti che hanno richiesto la predisposizione di strutture contrattuali ad hoc e comportato difficoltà tecniche tutt’altro che scontate dovute, tra l’altro, alla quasi decennale durata del cantiere e alla lunga fase intermedia di sospensione.

È un esempio sicuramente rappresentativo di quelle situazioni particolarmente complesse in cui gli ingegneri e architetti italiani, per via della loro formazione trasversale e multidisciplinare, riescono a distinguersi.

La terza giornata del viaggio a Dubai è stata dedicata alla visita al Free Trade Zone Dubai South e all’area dove sorgerà l’Expo 2020, mentre nel pomeriggio è stato inaugurato il desk operativo della Fondazione Inarcassa nella AAM Tower, a Dubai Media City: un ufficio con utilizzo di computer, connessione Wi-Fi e linee telefoniche; una meeting room per riunioni e presentazioni e uno spazio privato per eventi presso il boutique office per 80/100 persone: oltre a questi servizi gratuiti, sarà possibile avvalersi della consulenza della Kelmer Group, società di professionisti del settore, per un supporto commerciale e amministrativo. Per prenotazioni e info: dubaidesk@fondazioneinarcassa.it, servizio riservato agli iscritti Inarcassa.

Nell’ultima giornata, il 17 novembre, architetti e ingegneri hanno potuto incontrare le istituzioni e le società locali, nonché gli studi professionali attivi a Dubai, per degli incontri “one to one” – occasione preziosa per prendere contatti e toccare con mano le reali opportunità di lavoro negli Emirati Arabi.

L’esperienza a Dubai ha avuto dai professionisti un ottimo feedback: il workshop e, più in generale, il programma dell’intero viaggio si sono dimostrati molto ben organizzati e funzionali sia alla valutazione della fattibilità che alla costruzione di un primo percorso lavorativo in questa realtà, di certo differente da quella italiana per cultura, scelte tecniche, costruttive e per organizzazione sociale. Il desk operativo aperto dalla Fondazione si configura come utile punto di appoggio per lo sviluppo e l’esercizio della professione a Dubai, e si ravvisano delle buone opportunità di lavoro che i professionisti dovranno andare ad approfondire.

Al rientro dal viaggio a Dubai il presidente Egidio Comodo esprime tutta la sua soddisfazione per la buona riuscita della prima esperienza internazionale della Fondazione e dei suoi professionisti: “gli Emirati Arabi si sono dimostrati una valida opportunità, per gli ingegneri e gli architetti italiani, per ampliare il proprio ambito lavorativo. In questa occasione, sono state presentate alcune importanti novità: la prima riguarda il Consorzio; abbiamo dato incarico alla società IC&Partners di supportarci nell’improntare una prima rete di sostegno nel quadro del processo di internazionalizzazione. La seconda novità riguarda quattro protocolli di intesa che abbiamo sottoscritto proprio a Dubai con gli studi di architettura internazionale OneWorks di De Carli e Cavalli e Whitespace Architects di Anzolin e Abuelnasr, LC& Partners Engineering Consultants di Lorenzo Candelpergher e iGuzzini, protocollo sottoscritto con Paolo Guzzini.

 

Il Presidente della Fondazione EgidioComodo durante la sottoscrizione degli accordi di partnership con Whitespace Architects, LC& Partners Engineering Consultants, One Works eiGuzzini.

Gli accordi di partnership, oltre a instaurare un rapporto di collaborazione formativa per workshops, seminari, convegni, conferenze e dibattiti, daranno l’opportunità ai professionisti di svolgere stage presso le sedi di Dubai delle aziende firmatarie.

L’intesa con Anzolin nasce dalla volontà di creare un ponte tra la forza lavoro Italiana, fatta di architetti e ingegneri, con la realtà lavorativa di Dubai e degli Emirati. Il forte interesse che nutre la comunità locale emiratina e, in genere, tutto il mondo arabo verso le competenze italiane nell’ambito del design, rendono doveroso e di buon auspicio un investimento in questa direzione. I colloqui con alcuni aspiranti architetti italiani evidenzia una preparazione carente verso l’internazionalizzazione, ossia la generale mancanza di contenuti necessari all’inserimento immediato nel campo lavorativo; mediante uno stage sul campo, mirato e diretto a implementare la conoscenza di sistemi e software che possano garantire una preparazione adeguata al contesto lavorativo, si potrà favorire l’inserimento degli architetti e ingegneri Italiani nel territorio emiratino con una formazione “universale”, in quanto il sistema british/USA utilizzato a Dubai è presente e attivo a livello mondiale.

LC & Partners Engineering Consultants, già da tempo ha attivato un programma strutturato per consentire a giovani ingegneri italiani l’opportunità di affrontare una prima esperienza internazionale in Medio Oriente. Un primo approdo all’estero presso una realtà italiana di construction project management ed engineering come questa, già presente a Dubai da diversi anni, consente un approccio graduale in un ambiente relativamente protetto. A ogni partecipante verrà affiancato, per l’intera durata del programma, un tutor a cui spetta la responsabilità di definire uno specifico programma di formazione ed esperienza operativa con regolari tappe intermedie di verifica del percorso compiuto nonché dei risultati ottenuti rispetto sia alle aspettative dell’azienda (che sono evidentemente funzione di quelle del mercato) che, soprattutto, a quelle individuali dei partecipanti stessi.

iGuzzini, leader nella produzione di apparecchi di illuminazione per interni ed esterni, è stata la prima azienda ad aver firmato il protocollo con il quale si impegna ad accogliere ogni anno due professionisti tra gli iscritti a Inarcassa, per un periodo formativo di sei mesi. “Come azienda italiana che ha reso l’internazionalizzazione una delle sue principali pratiche e valore – dichiara Paolo Guzzini, Vice Presidente FIMAG e Managing Director iGuzzini Middle East – è nostro interesse e onore sostenere e creare opportunità per i professionisti che vogliono intraprendere un’esperienza internazionale in uno degli ambienti più emozionanti per l’industria della costruzione e dell’architettura”.

La varietà dell’offerta formativa internazionale, se verrà integrata anche dal supporto fiscale e, più in generale, di orientamento nella realtà emiratina, si prospetta un’ottima opportunità professionale per gli ingegneri e architetti.


print