#sevalgo1euro. Cronologia di una success story…

3 ottobre 2017: il mondo della libera professione entra in subbuglio. Una sentenza del Consiglio di Stato ha appena legittimato una gara indetta dal comune di Catanzaro per l’affidamento di un incarico, stabilendo il compenso simbolico di un euro. Una sentenza che fa scalpore. Da lì a poco anche altre amministrazioni adotteranno analoga tipologia di remunerazione per il lavoro.

12 ottobre 2017: Inarcassa, la sua Fondazione e la Rete delle Professioni Tecniche non ci stanno e si fanno promotori della campagna #sevalgo1euro per la salvaguardia della dignità professionale. Un’iniziativa volta a perorare, nei modi e nelle sedi opportune, il rispetto da parte delle istituzioni dei principi sanciti dall’art. 36 della costituzione: il diritto – negato dalla sentenza – ad una retribuzione proporzionata alla qualità e alla quantità del lavoro prestato.

dal 12 ottobre 2017: i social network si mobilitano a sostegno della campagna. I liberi professionisti, umiliati dalla sentenza, si identificano in #sevalgo1euro partecipando attivamente affinché venga riconosciuto il valore del proprio impegno.

16 ottobre 2017: OICE e Legacoop Produzione e Servizi: “Siamo al fianco di RTP e Inarcassa contro l’azzeramento dei corrispettivi; subito un decreto-legge”. La campagna procede e gli organismi coinvolti diventano parte attiva per la tutela del lavoro remunerato.

18 ottobre 2017: l’on. Serena Pellegrino presenta un’interrogazione al Governo sulla base di quanto sta avvenendo nel mondo della libera professione con la campagna #sevalgo1euro e chiede se intende assumere urgenti iniziative di carattere legislativo al fine di assicurare un’inequivocabile interpretazione della espressione a titolo oneroso.

Lo stesso giorno l’on. Francesco Ribaudo, cofirmatario con gli on. Ileana Piazzoni e Donata Lenzi, rivolge al ministro del lavoro e delle politiche sociali un’interrogazione scritta sull’affidamento degli incarichi a titolo gratuito per il comune di Piana degli Albanesi.

19 ottobre 2017: giornata di replica da parte del Governo.

L’on. Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, durante il question time, in risposta all’on. Serena Pellegrino, avalla la sentenza del 3 ottobre e conferma la correttezza di quanto stabilito dal Consiglio di Stato.

Anche l’on. Luigi Bobba, sottosegretario del ministero del lavoro e delle politiche sociali, per tutta risposta all’on. Francesco Ribaudo non lascia dubbi di interpretazione sulla piena legittimità della sentenza di Catanzaro.

Grande delusione per il mondo della libera professione che, con rammarico, prende atto di questa mancanza di apertura da parte delle Istituzioni.

ottobre – novembre 2017: si accendono i riflettori sull’equo compenso. I principali quotidiani nazionali ne scrivono sollevando la necessità di adottare quanto prima una legge che rispetti i principi di qualità e di correttezza delle prestazioni svolte, per restituire al lavoratore autonomo un’identità certa. Con una lunga maratona e un iter travagliato la norma viene inserita nella bozza della Legge di Bilancio 2018, con esplicito riferimento agli avvocati e l’esclusione di tutti gli altri professionisti che hanno chiesto più volte al Governo d’intervenire sulla questione.
Numerosi i disegni e le proposte di legge presentati: al Senato, il ddl 2858 del sen. Maurizio Sacconi e il ddl 2918 dei sen. Serenella Fucksia e Gaetano Quagliariello; alla Camera, la proposta di legge 4582 dell’on. Cesare Damiano, il ddl 4631 del min. Andrea Orlando e le proposte di legge 4574 e 4575 dell’on. Giuseppe Berretta.

30 ottobre 2017: l’on. Chiara Gribaudo, rispondendo alle dichiarazioni del ministro Andrea Orlando sull’equo compenso per i soli avvocati, afferma – nell’ambito del dibattito sulla legge di bilancio all’esame del Senato – che la norma “deve rispettare il principio dell’universalità, così come tutte le leggi sul lavoro costruite in questa legislatura. La priorità è la definizione di parametri per l’equo compenso di tutti i professionisti, appartenenti agli ordini e non, nei rapporti con la pubblica amministrazione”.

6 novembre 2017: l’on. Antonino Minardo presenta un’interrogazione alla Camera dei Deputati a sostegno della categoria dei liberi professionisti, architetti ed ingegneri offrendo così il suo contributo all’appello #sevalgo1euro, lanciato da Inarcassa e dalla sua Fondazione contro la sentenza.

10 novembre 2017: il Presidente di Inarcassa Giuseppe Santoro è a Catanzaro, all’Assemblea generale delle professioni per l’equo compenso: “E’ un ritorno al passato, dichiara. A questo equivale la brutta sentenza del Consiglio di Stato del 3 ottobre scorso. Torniamo – senza volerlo affatto – all’antica formula del baratto, ma in una versione ‘new economy’ del Medio Evo: una prestazione professionale non remunerata in denaro bensì in pubblicità. #sevalgo1euro deve essere la voce di tutti i liberi professionisti”.

13 novembre 2017: in Senato viene presentata la bozza di emendamento alla legge di conversione del decreto fiscale che stabilisce il diritto per tutti i liberi professionisti a un compenso minimo, sotto il quale non si può scendere e che deve essere proporzionato alla qualità e quantità del lavoro svolto.

16 novembre 2017: La Commissione Bilancio del Senato approva l’emendamento. E’ un passo importante che ribalta quanto sancito dalla sentenza 4614 del 3 ottobre del Consiglio di Stato. Tante le novità, non soltanto per i committenti privati, ma anche per la pubblica amministrazione. Vengono esclusi da questa definizione, e quindi anche dalle misure previste nella modifica del ddl, i rapporti e i compensi con piccole-medie imprese e clienti privati.
Grande soddisfazione nel mondo della libera professione, ma non è tutto oro quello che luccica. Bisogna analizzare meglio alcuni aspetti, quali, ad esempio, le modalità di applicazione alle professioni non regolamentate.

27 novembre 2017: l’Antitrust boccia l’equo compenso per i professionisti, perché lo ritiene un ritorno al passato e un vincolo per la pubblica amministrazione che non potrà più erogare compensi al di sotto dei parametri.
Secondo il Garante, infatti, l’equo compenso riporta in essere il sistema delle tariffe minime, il quale non risponde ai principi di proporzionalità concorrenziale e va contro qualsiasi processo di liberalizzazione delle professioni regolarizzate. Il parere al momento non è vincolante, ma potrebbe portare il governo ad inserire delle modifiche nel testo del disegno di legge.

30 novembre 2017, mattina: “L’equo compenso è un diritto”. I Consigli nazionali aderenti al Cup ed a Rpt, nonché le rappresentanze territoriali, si sono dati appuntamento al teatro Brancaccio di Roma per una grande manifestazione a sostegno della dignità dei professionisti italiani e a presidio dell’obiettivo conquistato con il D.L. fiscale. Il Presidente Santoro interviene sul palco della manifestazione: “abbiamo lanciato #sevalgo1euro per unire i liberi professionisti in una campagna di tutti: 46.000 hashtag da tutti voi, da tutta Italia ci hanno sottolineato il grande interesse. #sevalgo1euro deve continuare ad essere la nostra voce. Il mio voto vale molto di più di un euro. Il vostro voto vale molto più di un euro e chi lo vorrà dovrà meritarselo alle prossime elezioni”.


LINK DA VISITARE:

Alle 13.30, il tabellone di Montecitorio segnala la definitiva conversione in legge (237 favorevoli, 156 contrari e 3 astenuti) del decreto fiscale, al cui interno sono state messe al sicuro le misure sull’equo compenso. In trenta giorni è stato scardinato il vecchio schema delle lenzuolate. Tutto sembra concluso ma…

30 novembre 2017, pomeriggio: l’on. Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio alla Camera, annuncia: “nel passaggio parlamentare alla Camera della legge di Bilancio ci sono tutte le condizioni per intervenire ancora sull’equo compenso per eventuali correttivi migliorativi, anche al fine di evitare interpretazioni diverse”.

Come andrà a finire? Lo scopriremo presto. #sevalgo1euro continuerà a vigilare…

 

A cura della Redazione – 11 dicembre 2017

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