Arriva il modello F24<br> Inarcassa amplia le modalità di versamento

Arriva il modello F24
Inarcassa amplia le modalità di versamento

Per agevolare gli associati, l’Ente ha aggiunto questo strumento Nei prossimi mesi si potranno pagare i contributi in compensazione

Il modello F24, detto anche “Delega unica F24”, è il modulo che il Ministero delle Finanze mette a disposizione di tutti i contribuenti per il versamento di tributi e contributi. Viene definito unificato perché permette ai singoli contribuenti di “compensare” le somme dovute con gli eventuali crediti vantati. Attraverso la compensazione è quindi possibile pagare imposte e contributi con una sola operazione.
Esistono due diverse tipologie di compensazione:
• quella verticale, che opera all’interno della stessa imposta, consentendo il recupero dei crediti nati in periodi precedenti;
• quella orizzontale, che permette di compensare i versamenti dovuti a un Ente con i crediti vantati nei confronti di un altro. I crediti “compensabili” devono risultare da dichiarazioni e denunce periodiche. Il modello di pagamento F24 deve essere compilato e presentato anche se, per effetto della compensazione, presenta un saldo finale uguale a zero. Questo perché, in caso contrario, l’ente o gli enti destinatari del versamento unitario non verrebbero a conoscenza delle compensazioni operate e non sarebbero quindi in grado di regolare le reciproche partite di debito e credito.
Dal 1° ottobre 2014, le regole sono cambiate e, anche in base ai chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, i versamenti eseguiti dai titolari di Partita Iva con il modello F24 devono essere effettuati con le seguenti modalità:

 

I versamenti con modello F24 cartaceo possono essere effettuati solo in casi particolari e da soggetti non titolari di Partita Iva. Dal 2014, inoltre, la compensazione orizzontale è possibile anche per i professionisti che ne erano precedentemente esclusi e può avvenire entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva a quella in cui si è originato il credito.
Con l’obiettivo di agevolare gli associati nella regolarizzazione della propria posizione contributiva e al termine di un dibattito piuttosto articolato, che ha visto l’esame e la valutazione degli impatti derivanti dall’adozione dello strumento, si è stabilito di introdurre il modello F24 come modalità di versamento aggiuntiva rispetto a quelle già esistenti. Ciò anche per offrire ai professionisti una possibilità di recupero dei crediti più veloce rispetto alla tradizionale istanza di rimborso vista, peraltro, l’estensione dello split payment alle categorie professionali che operano con la pubblica amministrazione. Si tratta di un meccanismo in base al quale il committente, nel momento in cui liquida la fattura, versa l’Iva direttamente all’erario e non più al professionista. Quest’ultimo, pertanto, continua a pagare l’Iva sugli acquisti ma non la recupera più sulle vendite, con evidenti effetti in termini di credito di imposta. L’istituto, come è noto, è stato recentemente rivisto dal decreto dignità che, ottenuto il via libera dal Consiglio dei ministri, sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. Il decreto prevede l’abolizione dello split payment per le prestazioni di servizi rese alle pubbliche amministrazioni dai professionisti i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo d’imposta o di acconto.
L’iter di approvazione all’interno di Inarcassa è stato piuttosto complesso, in quanto ha richiesto una preventiva modifica del Regolamento Generale di Previdenza. La modifica è stata sottoposta all’esame dei Ministeri vigilanti, la cui approvazione è pervenuta solo di recente. Agli inizi di giugno è stato quindi possibile avviare, con l’Agenzia delle Entrate, l’iter di “convenzionamento” e di allineamento delle procedure di trasferimento dei dati, attività che richiederanno ancora qualche mese anche in ragione della necessaria istituzione di codici tributo specifici per Inarcassa.

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