CNI: il progetto di cambiamento parte dall’Officina Italia  di Palermo

CNI: il progetto di cambiamento parte dall’Officina Italia di Palermo

Forti del patrimonio di competenze di cui dispongono, gli ingegneri italiani intendono essere protagonisti del processo di modernizzazione del Paese, anche guidando i processi d’innovazione tecnologica, essenziali per lo sviluppo dell’Italia

Officina Italia. Progettiamo il cambiamento” è stato il tema del 61° Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri d’Italia che si è svolto a Palermo, dal 22 al 24 giugno scorsi, nella suggestiva cornice del Teatro Massimo. Era dal 1955 che la “capitale” isolana non ospitava il massimo consesso della categoria, mentre l’ultimo ospitato in Sicilia è stato quello di Agrigento nel 2007; in precedenza il Congresso si era tenuto anche a Ragusa (2001), Siracusa (1990), Messina (1983) e Catania (1965).

Nella storica struttura, inaugurata il 16 maggio 1897 con un’opera di Giuseppe Verdi, si sono riuniti circa 1.500 delegati degli Ordini territoriali, in rappresentanza dei 237.000 ingegneri, iscritti nell’Albo unico, tra liberi professionisti, dipendenti di enti pubblici, docenti universitari, provenienti da tutta Italia, per discutere sulla capacità della categoria di incidere sulla società, attraverso l’attività svolta, migliorando le condizioni di vita e la sicurezza dei cittadini.

Il tema scelto per la 61° edizione del Congresso è “Officina Italia. Progettiamo il cambiamento”.

I rappresentanti degli Ordini provinciali degli Ingegneri si sono confrontati per tre giorni affrontando in diverse sessioni operative tutte le principali problematiche che riguardano oggi la Categoria e riflettendo anche su come si stia continuamente modificando la professione dell’ingegnere nell’Italia attuale.

Il primo giorno si è aperto con l’introduzione ai lavori congressuali da parte dell’ing. Giovanni Margiotta, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Palermo, seguita dai saluti istituzionali e poi dalla Relazione del Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingeneri (CNI), Armando Zambrano, il quale ha lanciato un chiaro monito: “Progettare il cambiamento del Paese è ciò che deve caratterizzare il nostro impegno nel prossimo futuro. Dobbiamo essere protagonisti di questo processo perché abbiamo tutte le carte in regola”.

Durante i lavori pomeridiani è stato dedicato ampio spazio a “Scintille”, il contest che ha premiato i migliori progetti nei quali ingegneria e altre discipline hanno dato vita a una contaminazione virtuosa.

Sempre nell’ambito dello spazio dedicato a “Scintille” si è poi sviluppato il dibattito sul tema “Ingegneri e futuro”. Gli interventi coordinati dal Vice Presidente del CNI, Gianni Massa, hanno visto protagonisti Gabriele Del Mese (Arup), Salvatore Majorana (Direttore Trasferimento Tecnologico ITT), Ugo Parodi (Ceo Mosaicoon), Andrea Pietrabissa (Direttore Chirurgia Generale II Policlinico S. Matteo di Pavia), Roberto Spano (Sardex) e Bruno Vusini (Ceo AMC Instruments).

Il secondo giorno, alla presenza del dott. Giovanni Pitruzzella, Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (cosiddetta Antitrust), si è affrontata l’annosa vicenda delle tariffe, tema molto sentito dagli ingegneri, visto che la loro abolizione ha portato come conseguenza una corsa al ribasso, ormai insostenibile.

Sul tema dei compensi professionali si è svolto un botta e risposta tra il Presidente del CNI Armando Zambrano e il Presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella.

Non chiediamo il ripristino delle tariffe obbligatorie – ha affermato Zambrano – tuttavia, occorre fare una riflessione seria sulla qualità delle prestazioni professionali e il corretto valore che ad esse va dato”.

Sull’abolizione delle tariffe non si torna indietro” ha chiarito Pitruzzella. Un’affermazione che però ha provocato interventi di dissenso e richieste di chiarimento da parte della platea.

Nessun professionista europeo attualmente ha gli obblighi ai quali sono sottoposti i professionisti italiani, noi la riforma l’abbiamo fatta fino in fondo” ha controbattuto Zambrano, che ha chiesto degli strumenti per riconoscere il corretto valore alle prestazioni professionali in modo da garantire la qualità e le esigenze dei committenti.

Pitruzzella ha concluso il dibattito proponendo un confronto col CNI su cambiamenti, problemi e opportunità. “Credo – ha anticipato Pitruzzella – che le professioni in questo avranno un ruolo fondamentale se sapranno cambiare i loro modelli organizzativi”.

All’attività congressuale ha partecipato anche l’arch. Giuseppe Santoro, Presidente di Inarcassa, che ha richiamato l’attenzione del Presidente Pitruzzella sul problema delle Tariffe, facendogli notare che un lavoratore di pomodori, in nero, prende 4 euro/ora, mentre un professionista CTU prende 4,17 euro/ora su cui paga contributi e tasse e una polizza professionale. Il Presidente Santoro ha posto poi l’accento sull’eccesso di offerta, facendo notare che le università producono ingegneri e architetti per un mercato che non è in grado di assorbirli, con il rischio che, senza un collegamento tra università e mercato reale, si finisce per distruggere un enorme capitale umano. “Abbiamo 400.000 ingegneri e architetti iscritti agli albi e 300.000 in arrivo. Ci sono province in cui il rapporto fra abitanti e ingegneri/architetti con Partita Iva è pari a 260.

Dal 1990 il numero di iscritti a Inarcassa è cresciuto del 300% mentre negli ultimi 10 anni il reddito medio si è dimezzato”.

Inoltre, Santoro ha chiarito la dibattuta vicenda del 4% dovuto anche dalle società di ingegneria ad Inarcassa. Infine, ha spiegato anche alcuni aspetti legati ai finanziamenti di Inarcassa quali la scelta di acquisire il 3% della Banca d’Italia come strumento per contribuire al Paese Italia ma anche al rilancio degli investimenti in infrastrutture e la risposta negativa alla proposta di entrata di Inarcassa nel Fondo Atlante.

Si è parlato inoltre di formazione e collaborazione nella definizione di norme semplici da applicare.

A tal proposito, il Presidente Zambrano si è soffermato sull’accordo, valido fino a tutto il 2017, con UNI (Ente Italiano di Normazione), ribadendo la presenza del CNI in molte commissioni per la formulazione delle norme, come confermato anche dal Presidente di UNI, Piero Torretta.

Diverse e interessanti le Tavole Rotonde previste, tra le quali si segnala quella incentrata sulla “Professione ingegnere: ruolo e responsabilità” nel corso della quale il Provveditore Opere Pubbliche Sicilia e Calabria, Donato Carlea, ha sottolineato la necessità di iniziative per il dissesto idrogeologico e l’esigenza di mettere al centro il progetto e di dare spazio ai giovani.

Inoltre, nella Tavola Rotonda “Manifattura 4.0: l’ingegneria alla sfida dell’innovazione e dell’efficienza”, Gianni Potti, Presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, ha sottolineato che nel nuovo sistema produttivo la nuova forma di capitale è rappresentata da connettività e dati.

Si segnala la Tavola Rotonda “Sistemi Ordinistici: la sfida del cambiamento della società e dei processi economici”, durante la quale Crtomir Remec, Presidente ECEC – European Council of Engineers Chamber – ha messo in luce che in Europa si sta consolidando una visione positiva dei sistemi ordinistici e Lorenzo Castellani, Direttore scientifico della Fondazione Einaudi, ha messo in guardia dai rischi di annientamento dei professionisti connessi all’ingresso delle grandi società di capitali, come le banche, nelle società di ingegneria.

Il Presidente Zambrano ha riportato che negli ultimi cinque anni ci sono stati 100mila nuovi laureati in ingegneria e 10mila nuovi iscritti all’Albo. La riforma del sistema ordinistico, ha affermato il Presidente Zambrano, “non deve essere un obbligo ma un’opportunità, un modo per rispondere al meglio alle esigenze degli iscritti e del Paese”.

Infine, il Congresso si è chiuso con la votazione della mozione congressuale che individua sei ambiti su cui verterà l’impegno del CNI:

1. Innovazione e professione digitale

2. Conoscenza, competitività, competenze nel mercato del futuro

3. Ambiente, sostenibilità, territorio

4. Professione ingegnere: ruolo e responsabilità

5. Manifattura 4.0: l’ingegneria alla sfida dell’innovazione e dell’efficienza

6. Sistema ordinistico: la sfida del cambiamento della società e dei processi economici.

Come richiamato nelle premesse di questa mozione, gli ingegneri italiani, attraverso il patrimonio di competenze di cui dispongono, intendono essere protagonisti del processo di modernizzazione di cui il Paese necessita, anche guidando i processi d’innovazione tecnologica, essenziali per lo sviluppo dell’Italia, ponendosi come obiettivo prioritario il mantenimento di elevati standard qualitativi del lavoro professionale e il rispetto delle norme etiche e deontologiche nell’esercizio dell’attività professionale, intensificando il ruolo di interlocutore delle Istituzioni sui temi del lavoro, della formazione, dello sviluppo sostenibile, della ricerca e dell’innovazione. Tutto ciò attraverso il rafforzamento, a tutti i livelli, del ruolo e della figura dell’Ingegnere con approcci, politiche e metodi innovativi nel campo della formazione universitaria e di quella continua, dell’innovazione tecnologica, della sicurezza, dell’energia, della tutela ambientale e del territorio, del lavoro professionale e del welfare. Cogliendo altresì l’opportunità di riorganizzare il sistema degli Ordini professionali degli Ingegneri, sensibilizzandoli ad aprirsi ulteriormente ai processi di cambiamento che hanno luogo nei singoli territori di riferimento, permettendo ad essi di divenire parte attiva della crescita e di rappresentare adeguatamente le istanze della Categoria.

L’appuntamento è rinviato ai lavori del 62° Congresso Nazionale che si terrà nel 2017 nella bellissima Perugia.

print