2019, l’anno di Matera <br> La Città dei Sassi <br>si “veste” da capitale

2019, l’anno di Matera
La Città dei Sassi
si “veste” da capitale

Quella che fu "una vergogna nazionale" diventa il perno delle culture italiana, europea e mediterranea

Il 2019 è l’anno di Matera. La Capitale europea della Cultura di quest’anno ha messo in scena, sul palcoscenico internazionale, la migliore rappresentazione di se stessa. Dopo la cerimonia d’apertura con le più alte cariche dello Stato e con rappresentanti dell’Unione europea, i Sassi hanno iniziato ad accogliere turisti e curiosi che raggiungono la città lucana per immergersi tra gli eventi, resi ancora più affascinanti da un contesto unico nel suo genere.
La città ospita nelle 48 settimane quasi un evento al giorno, quattro grandi mostre, 60 progetti artistici, musicali, scientifici e teatrali. Un amalgama perfetto di tradizione e innovazione, di local e collaborazioni internazionali con 27 paesi coinvolti e con la partecipazione di varie regioni italiane.
Per godere appieno dei vari eventi è sufficiente acquistare il cosiddetto Passaporto Culturale, un ticket unico che consente l’accesso a tutti gli eventi, al prezzo di 19 euro (ma sono previste riduzioni per anziani, giovani e residenti, oltre che per gruppi).


LINK DA VISITARE:

Palazzo Lanfranchi, Piazzetta Pascoli. Foto di Luca Lancieri

 

I cinque fil rouge di Matera
Matera 2019 è organizzata seguendo cinque percorsi, cinque fil rouge tematici che “legano” insieme il patrimonio culturale della città e permettono anche di guardare al presente e al futuro dell’arte e della cultura. Il primo filo conduttore è “Futuro Remoto”. Da Pitagora, che visse per un lungo periodo in questa terra, fino a ripensare il rapporto stesso tra uomo e cosmo. Così, il visitatore passerà dalle cavità sotterranee del Palombaro Lungo al Centro di Geodesia Spaziale dell’Asi, nell’altopiano della Murgia. Il secondo percorso è intitolato “Continuità e rotture”. È la “strada” che prova a riconnettere le due Matera: quella di un tempo e quella di oggi, da “Vergogna nazionale” a Patrimonio dell’Unesco. Così, seguendo questo “sentiero” tematico, il visitatore può scoprire Matera “dall’interno” grazie alla Secretissima Camera de lo Core, una mappa emozionale realizzata dagli organizzatori che hanno raccolto in una cartina i luoghi cari ai 400 cittadini che hanno deciso di condividere storie e impressioni con i visitatori. Durante l’anno, le storie e le emozioni “usciranno” dalla cartina e diverranno vere e proprie installazioni artistiche interattive grazie alla collaborazione dello scrittore Alessandro Baricco, del videomaker Luca Acito e del pittore Stefano Faravelli.

 

Scultura Antonio Paradiso. Foto di Fondazione Matera

 

Il terzo filo conduttore è “Riflessione e connessioni” e guarda al legame tra l’uomo e il tempo. In questo senso, la Silent Academy valorizza la percezione del tempo di chi arriva da luoghi lontani e diversi. Sempre nell’ambito del terzo filo conduttore, verranno messe in scena dai cittadini/attori la Divina Commedia e la Cavalleria Rusticana, nell’inedito palcoscenico dei Sassi (in collaborazione con il Teatro San Carlo di Napoli).
“Utopie e distopie” è il quarto fil rouge di Matera 2019. Poesia, trasformazioni cittadine e giochi sono connessi tra loro e raccontano una realtà urbana inedita e alternativa. In questo contesto si terranno gli Urban Games. Il quinto e ultimo filo conduttore è intitolato, invece, “Radici e percorsi” e mette in relazione vari eventi che si terranno in tutta la regione, esaltando la bellezza della Basilicata attraverso laboratori, incontri e itinerari. Il visitatore potrà quindi scoprire i luoghi più amati dai registi che hanno preso in prestito scorci lucani come scenografia per i loro film, le testimonianze dei monaci bizantini e i tanti personaggi che hanno dato lustro a questa terra.

Le quattro mostre
La prima mostra è l’ArsExcavandi curata dall’architetto Pietro Laureano, che realizzò il dossier che venne inviato all’Unesco affinché i Sassi venissero inclusi nella lista dei beni patrimonio dell’Umanità. Fino al 31 luglio, i visitatori potranno scoprire ogni dettaglio su queste famosissime grotte, quando e perché sono state scavate, e quale valore hanno le espressioni artistiche rupestri. In questo modo, da Matera inizia un viaggio virtuale verso il bacino del Mediterraneo che racconta la storia dell’umanità.
La seconda mostra, Rinascimento visto da Sud aprirà il 18 aprile e si concluderà il 19 agosto. Permetterà di riscoprire l’incredibile stagione artistica quattrocentesca da una prospettiva diversa, cioè dal Mediterraneo, alla ricerca delle connessioni artistiche e culturali create dagli scambi non solo commerciali all’interno del Mare Nostrum.
Nel terzo grande progetto espositivo, l’arte incontra la matematica. Dal 21 giugno al 31 ottobre, l’Antiquarium delle Tavole Palatine e i Musei Archeologici di Metaponto e Policoro ospiteranno La poetica dei numeri primi. Il grande evento espositivo è curato da Piergiorgio Odifreddi ed è realizzato in collaborazione con l’Istituto di Nanotecnologia del CNR. Il visitatore scoprirà l’importanza della matematica dalla Magna Grecia ai giorni nostri, e come il modo di contare possa influenzare il pensiero e il modo di misurare le cose. Così le opere di Escher si incontrano con le esperienze di scienziati geniali, l’arte e la scienza vivranno nello stesso luogo.
Dal 6 settembre, infine, Blind Sensorium. Il paradosso dell’Antropocene raccoglierà le ricerche che Armin Linke ha realizzato come fotografo e film-maker. Linke metterà in evidenza i cambiamenti climatici causati dal comportamento dell’uomo, cambiamenti così evidenti da far ipotizzare ad alcuni scienziati di essere entrati in una nuova era geologica: l’Antropocene. La mostra raccoglierà interviste e immagini, ma anche analisi sul territorio. 

 

DALÌ NELLA “CITTÀ SURREALE”
Una città surreale. Come le opere di Salvator Dalì. Non poteva non essere l’eclettico artista catalano a impreziosire Matera nel suo anno più importante. Un connubio unico tra una realtà senza tempo e il tempo battuto da un orologio disciolto, dove tutto è eterno o forse non è. Così la Capitale della Cultura 2019 ospita la Persistenza degli Opposti, tema che caratterizza e tiene insieme le varie opere dell’artista.
Sono 200 le sculture, le immagini e i dipinti, oltre alle frasi celebri, che regaleranno alla città angoli preziosi. Così in piazza Vittorio Veneto è possibile ammirare l’avveniristico Elefante Trampoliere, in piazza San Francesco d’Assisi è esposto il Pianoforte Danzante, mentre il famoso orologio disciolto scandisce il tempo in via della Madonna delle Virtù, nella zona dei Sassi. Le altre opere d’arte e i quadri sono esposti nella Chiesa Rupestre della Madonna delle Virtù, un insediamento monastico tra i più importanti di Matera, ai piedi del colle Civita. Qui sono previsti incontri, dibattiti e racconti della vita di Salvator Dalì e del suo mondo fantastico.
Sono quattro le simbologie racchiuse in questa mostra diffusa: il Tempo infinito e labile, la Metamorfosi tra reale e surreale, l’Involucro e il Contenuto, la Dialettica tra Scienza e Religione.
Oltre alle opere dell’artista, è possibile assistere anche alla proiezione di un film documentario sulla mostra nell’area cinema allestita, mentre il percorso espositivo è integrato da ologrammi, realtà virtuali, proiezioni 3D, video mapping per una esperienza “immersiva” dell’arte di Dalì. È possibile visitare la mostra e ammirare le varie opere fino al 30 novembre 2019.
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