L’arte contemporanea <br>ha una nuova “casa” <br> L’Amos Rex di Helsinki

L’arte contemporanea
ha una nuova “casa”
L’Amos Rex di Helsinki

Nella capitale finlandese il vecchio edificio olimpico Lasipalatsi ospita oggi uno spazio espositivo. Tra gallerie, cupole e oblò

Ripensare i musei come spazi culturali e centri di aggregazione, spesso recuperando strutture preesistenti e talvolta in disuso. Da questa idea nasce l’Amos Rex di Helsinki. Nella capitale finlandese lo studio locale JKMM Architects ha riprogettato il vecchio e glorioso Lasipalatsi, ex centro commerciale nato come struttura temporanea nel cuore della città per accogliere gli atleti delle Olimpiadi del 1940, annullate a causa della guerra. Dal restauro e riqualificazione dell’edificio, punto di riferimento dell’architettura funzionalista finlandese, nell’agosto scorso è nato un polo culturale con spazi espositivi, un ristorante e un cinema.
Oggi il Lasipalatsi ha un nuovo nome: Amos Rex. È, infatti, la nuova sede dell’Amos Anderson Art Museum, fondato nel 1965 con le sue collezioni di arte modernista e contemporanea. Gli spazi espositivi della nuova struttura sono stati, però collocati sotto terra, all’interno di gallerie ricavate in una caverna di 2mila metri quadri, per non modificare l’architettura preesistente.
Destinato a un pubblico diverso per età e interessi, il nuovo museo si basa su sperimentazioni audaci e poggia su tre pilastri: l’arte contemporanea sperimentale e innovativa, l’arte del XX secolo e le culture antiche.

 


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Ma la caratteristica principale resta la luce, come in molti edifici museali dei paesi scandinavi. Così, le gallerie sono illuminate dal sole attraverso cupole ondulate composte da grandi oblò e piccoli dischi d’acciaio. L’effetto interno è stupefacente: il bianco è il colore prevalente anche se interrotto da ombre scure. I progettisti volevano creare uno spazio flessibile e adatto a qualsiasi tipo di esposizione per soddisfare le esigenze di un’arte contemporanea in continua evoluzione. Le cupole emergono come onde irregolari in superficie in una piazza pubblica dove affacciano edifici vecchi e moderni in un connubio che guarda al futuro, senza dimenticare il passato. Le cupole con gli enormi oblò danno l’idea di un museo che non vuole rimanere sotto terra ma che in qualche modo vuole essere parte della città. E sono proprio i vetri a connettere il mondo esterno con gli spazi espositivi, permettendo a chi è in superficie di ammirare parte degli spazi sottostanti.“Integrare uno dei primi edifici della Finlandia, risalente agli anni Trenta, con il nuovo Amos Rex è stata un’esperienza commovente”, ha spiegato Asmo Jaaksi, uno degli architetti che ha realizzato il progetto. “Aggiungendo un nuovo livello al vecchio edificio, abbiamo cercato di creare un collegamento armonioso tra presente e passato”.
La piazza su cui si aprono gli oblò svolgerà – nella stagione calda – anche la funzione di un vero e proprio forum di eventi culturali. “La nostra intenzione è proprio quella di rendere la piazza un parco giochi per i più piccoli, e anche di creare una sorta di nuovo spazio urbano e culturale della città”, ha dichiarato Jaaski.
Il vecchio edificio del Lasipalatsi è stato ristrutturato con il suo cinema Rex Bio in stile art deco da 590 posti.

Qui si svolgeranno numerosi festival cinematografici e regolari proiezioni di film nei weekend. Nei giorni feriali Bio Rex ospita eventi aziendali. L’ex centro commerciale, invece, è sede degli uffici amministrativi e dei magazzini. L’Amos Rex è stato progettato nel 2013, mentre i lavori sono iniziati a gennaio 2017 e sono terminati nell’estate 2018. Il costo finale dell’opera è stato di circa 60 milioni di euro, interamente finanziati da privati.
Fino al 19 maggio l’Amos Rex ospiterà, per la prima volta in Finlandia, una mostra che ripercorre la vita e le opere del surrealista René Magritte. Il percorso sarà un viaggio in tutte le fasi della carriera dell’artista belga, che metterà in luce il volto poliedrico del maestro. Organizzata in collaborazione con il MASI, Museo d’arte della Svizzera italiana a Lugano, l’esposizione sarà curata dal direttore del Museo della fotografia di Charleroi, Xavier Canonne, e dallo storico dell’arte Julie Waseige. 

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